Massimetto e Gaetano, protagonisti dell'ultimo episodio di Centocelle Ink

Massimetto e Gaetano, protagonisti dell'ultimo episodio di Centocelle Ink, il documentario di FlopTV.

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In questo ultimo episodio del documentario sul mondo dei tatuaggi si ride e si scherza ma, fra le righe, continua la critica sociale e l'analisi antropologica sulle verità della periferia romana. Le telecamere di FlopTV, concentrate su Massimetto e Gaetano, grazie allo sguardo privilegiato di Matteo Swaitz - il regista di Centocelle Ink - raccontano le persone vere, una realtà che esiste.

Ci fa ridere e riflettere Massimetto che, insieme a Simona Sarappa, inscena un comico incontro fra il tatuato e il tatuatore volto a far riflettere coloro che decidono di farsi disegnare sulla pelle un segno indelebile. Massimetto è pieno di tatuaggi ma ognuno di loro ha un significato dall'asso di bastoni, al Cristo, alla versione più ironica delle flip flop.

Drammatica è invece la storia di Gaetano, un pluripregiudicato che ha pochi tatuaggi sul suo corpo, dei veri e propri fregi, dei graffi della vita. Al Devi Maha Tattoo, Gaetano ha scelto di farsi tatuare da Noys Narcoz una scritta il cui significato è anche il titolo di una canzone dei The 4-skins: A.C.A.B.

L'acronimo di All Cops Are Bastards ovvero, gli sbirri sono tutti bastardi, è un'espressione emersa appunto negli anni ottanta e nel 2012, con il film di Stefano Sollima - tratto dal libro di Carlo Bonini - è tornato in uso. Uscito nelle sale lo scorso gennaio A.C.A.B  racconta le vicende dei tre poliziotti Cobra, Negro e Mazinga, militanti nel VII Nucleo di Polizia, un reparto speciale mobile in prima linea contro ultrà, black bloc e No Tav.

Sia Swaitz che Sollima hanno raccontato un duro punto di vista sulle forze dell'ordine.


 

 

 

 

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