Candies e skulls, i tattoo di Mariachiara e Mauretto

Simona, Kimo e Noyz Narcos sono dei veri e propri punti di riferimento per chi è appassionato di tatuaggi e per chi frequenta Centocelle. A loro si sono rivolti anche Mariachiara e Mauretto, i protagonisti di questo episodio di Centocelle Ink, il document

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C'è chi li vuole colorati e chi invece rimane fedele al bianco e nero, chi si vuole far marchiare per sempre e chi ha trovato un escamotage per provare l'ebbrezza del tattoo... che non lascia tracce. Al Devi Maha le tradizioni sono importanti. Simona, Kimo e Noyz Narcos sono dei veri e propri punti di riferimento per chi è appassionato di tatuaggi e per chi frequenta Centocelle. A loro si sono rivolti anche Mariachiara e Mauretto, i protagonisti di questo episodio di Centocelle Ink, il documentario di FlopTV diretto da Matteo Swaitz.

Mariachiara è figlia della "new school", dell'esplosione dei colori. Fra caramelle, marshmallow e lecca lecca, le sue braccia sembrano un parco giochi anni '50 ideale per l'estro di Simona Sarappa, la tatuatrice del Devi Maha. Sulla sua poltrona, le sedute durano sempre più del necessario perché è un piacere farsi due chiacchiere con la padrona di casa del salotto di Centocelle.

Proprio quì, da più di un anno, ci lavora anche Noyz Narcos, l'eclettico rapper della capitale che, fra musica e tattoo, sperimenta nuovi linguaggi e strumenti di lavoro. L'idea del puntale grippato a basso costo è sua... il corpo sul quale sperimentarlo è invece quello di Mauretto, un amico ventennale di Simona, alle prese con gli ultimi ritocchi prima della partenza.

Con la crisi la voce costo tattoo non è stata toccata dall'imprenditore romano che, all'inaugurazione del suo bar sulla spiaggia a Ibiza, vuole arrivarci carico. La schiena di Mauretto è liscia e pulita come quella di un bambino mentre il suo petto, il busto e l'arcata degli arti superiori sono coperti da disegni, la traccia indelebile dell'opera d'arte fatta dagli artisti che, del corpo umano, fanno la loro tela.

Qualcuno di loro (un profano probabilmente!) è andato oltre tornando indietro e,  prendendo spunto dai quei tattoo usa e getta che si trovavano nelle patatine, ha avuto l’idea di offrire una seconda chance agli indecisi, ai design addicted, ai nerd super chic, agli intellettualoidi tutti vernissage & mercatini dell’antiquariato, alle modaiole più incallite e a tutti gli appassionati di tatuaggi troppo fifoni per sopportare l’ago del tatuatore: i tatuaggi provvisori.

"Who says forever is better" è il motto di Tattly, il Design Temporary Tattos store inventato da Tina Roth Eisenberg. Il suo business si allontana molto dalla fiolosofia originale del tatuaggio - lo strumento di comunicazione che affonda le sue origine nelle braccia di marinai,  galeotti e antiche dinastie - eppure, appare al passo con i tempi e con le mode.

Voi cosa ne dite?

 

 

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