Priscilla, rivoluzione culturale con paillettes

La piece teatrale diretta da Simon Philips è inoltre e soprattutto un inno alla vita, alla cultura queer, all’estetica camp e al kitch, all’orgoglio, alla libertà.

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Cosa hanno in comune Tick, Bernadette e Felicia - protagoniste di Priscilla, la Regina del Deserto - con Palmiro, Eva Sbilenka, Valentina Ok, Esmeralda, Minni, Lady Ritona e Carlà?

Beh, se ci pensiamo bene viaggiano tutti sullo stesso pullman rosa shocking. Quello che porta gli abitanti di Ur-Ano a spasso tra noi gente “normale”: UFO (nel senso di Umani non identificati), che oppongo al grigiore del conformismo la bandiera arcobaleno dell’eccentrico. Giullari al nostro servizio, che sono lì ad affermare con il proprio corpo buffo e comico che diverso è bello, e che i veri “diversi” sono quelli che deturpano le mura del mondo con le parole “Aids Fuck!”

Non parliamo di generi o di costume, non di omosessualità o eterosessualità, nemmeno di vizi o preferenze, ma ci agganciamo a quel paradigma democratico che funziona sia al cinema, che su internet o in teatro: l’ironia, l’autoironia.

In questi giorni al Brancaccio è in scena il musical che, direttamente da Broadway, è arrivato nella capitale (e vi rimarrà fino a marzo 2013) per allietare i fan della storica pellicola diretta da Stephen Elliot: Le avventure di Priscilla la Regina del Deserto.

Vincitore del Premio Oscar 1995 per i migliori costumi, il film è un roboante affresco di colori, di musica e di poesia, portatore di un messaggio diretto contro l’omofobia.

La piece teatrale diretta da Simon Philips è inoltre e soprattutto un inno alla vita,
alla cultura queer, all’estetica camp e al kitch, all’orgoglio, alla libertà. Sostenuti da una colonna sonora composta da 25 intramontabili hit internazionali tra cui "I Will Survive", "Material Girl", "Finally" e "It's Raining men" - Simone Leonardi, Antonello Angiolillo e Mirko Ranù, protagonisti di un cast eccezionale agghindato con costumi, luci e scenografie da togliere il fiato - hanno aggiunto al ricco menù di emozioni una generosa manciata di esuberanza e una raffica di battute esilaranti, piccanti ma mai volgari.

Così in linea con la comicità di FlopTV, Priscilla è molto di più di un semplice bus.

Priscilla è come una metafora a quattro ruote, che allontana i tabù e accompagna chi paga il biglietto “…fino al centro dell'Australia, per scalare il Kings Canyon, come una regina, in un bikini di Gaultier, con lustrini, tacchi a spillo e la tiara”.

Se alla prossima fermata potessero salire anche i Trans di FlopTV con tutta la loro assurda e frizzante quotidianità; Eva Sbilenka, fiduciosa, ingenua e con una bella faccia tosta; Valentina Ok, ambiziosa e talentuosa… bè, sarebbe davvero un viaggio indimenticabile, verso la modernità. E dove c’è spazio per tutti. Anche per chi non viene da Ur-Ano!
 

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