NIKE FOOTBALL WRITE THE FUTURE - FULL LENGTH VERSION

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Allora, fate così: prendete dei campioni di livello internazionale (gente tipo Drogba, Cannavaro, Rooney, Ronaldinho e Cristiano Ronaldo), buttateli in campo e immaginate quello che succederebbe se sbagliassero un gol in un momento chiave dei Mondiali. Oppure se lo realizzassero. La filosofia di Sliding Doors, insomma: puoi diventare un reietto o l'eroe del tuo paese nello spazio di un istante.

Poi aggiungete una notevole dose di adrenalina, sequenze mozzafiato, una quantità di comparse sufficiente a riempire mezza Milano,immagini che spaziano dall'Ivoria al Portogallo, Coby Bryant che fa la danza di Ronaldinho e Homer Simpson come guest star.

Risultato?

Il video che sta impazzando su Youtube e Facebook. La nuova pubblicità della Nike per i Mondiali. Un punto di rottura nell'estetica del video advertising: Write the future.

Ora il conto alla rovescia per il Sudafrica è terminato. E mentre aspettiamo di sapere chi scriverà il futuro di questo torneo, facciamo due chiacchiere con Mark Bernath, condirettore creativo della campagna, direttamente dalla Wieden+Kennedy di Amsterdam.

Il vostro spot rappresenta davvero bene le reazioni dei tifosi delle varie nazionalità. Il risultato è grandioso, proprio perché sfrutta alcuni cliché (come Cannavaro a un tipico show italiano... con tanto di soubrette e Bobby Solo!). Da dove avete preso le idee?

Abbiamo preso ispirazione da elementi che riflettevano un po' della cultura e del mood di una nazione, ma non volevamo fare altro che divertirci al massimo con questi dettagli. Sì, lo show di Cannavaro è stata una delle parti più fiche, c'erano un sacco di luoghi comuni cui attingere. E nessuno poteva fare meglio di Bobby Solo nel ruolo del cantante-presentatore! È stato fantastico.

Il ritmo a perdifiato è l'aspetto che fa scorrere un video di 3 minuti come se durasse trenta secondi. La lunghezza è inversamente proporzionale alla rapidità e la forza delle immagini. Come avete lavorato lato regia per ottenere questo risultato?

Be', abbiamo girato un sacco di spezzoni isolati, il che ha reso il processo di montaggio davvero molto impegnativo. Più che altro, abbiamo cercato un approccio allo spot con quest'idea: un singolo momento durante una partita può cambiare il futuro, e dunque il miglior modo di catturare l'impatto di tale istante sarebbe stato quello di preparare una rapida successione di sequenze e... conseguenze.

La cosa più interessante del lavoro è il gusto ironico per l'esagerazione: basta pensare all'intera sequenza di Rooney che passa da barbone a superstar, o Cristiano Ronaldo in versione Simpson. L'ironia e l'autoironia sono elementi peculiari del vostro stile?

La storia della Nike è da sempre costellata di pubblicità piene di umorismo e anche di irriverenza, ma credo sia un caso abbastanza specifico. A volte uno spot è molto più potente se trattato in maniera seriosa. Per quanto riguarda Write the future, la Nike non voleva uno spot solo per gli appassionati di calcio. L'idea, anzi, era quella di infilarci dei momenti leggeri per renderlo adatto anche a un pubblico più vasto.

Avete messo in campo molte finezze, per creare una sorta di crossover fra corto e pubblicità. Ma... Si tratta sempre di pubblicità! Quindi, come avete fatto a mettere insieme le richieste della Nike e la vostra ispirazione?

Parte della ragione per cui Wieden+Kennedy e Nike hanno lavorato così bene insieme è perché c'è grande fiducia reciproca. Certo, ha aiutato molto il fatto che eravamo già strategicamente allineati sul messaggio base: hai solo poche chance per diventare la più grande leggenda di ogni tempo. Per scrivere il futuro. E quindi la filosofia del video è di dare il massimo in ogni momento, in ogni partita. Non parla soltanto dei calciatori in Sud Africa per il Mondiale, ma anche degli adolescenti che giocano nelle loro squadrette di provincia, sparse in tutto il globo. Questo è precisamente ciò che la Nike voleva ottenere più di ogni altra cosa: non una semplice storia, ma un invito ad andare davvero a fondo, al nucleo dell'esperienza-calcio. Fotografare i momenti che cambiano la storia, in un senso o nell'altro.

Immagino ci siano stati diversi passaggi e un sacco di idee buttate nel cestino, prima di arrivare alla soluzione definitiva...

Ovvio. Moltissimi brainstorming, analisi e discussioni fino alla nausea... Spezzone per spezzone, c'era sempre qualcosa da sistemare, un dettaglio da aggiungere. E coordinare campioni come Rooney o Ronaldinho non è proprio una cosa da tutti i giorni. Ma tutto è stato fatto nell'interesse di avere un prodotto che fosse davvero originale, qualcosa di veramente esplosivo. Sai, finché si discute dei concetti da esprimere è una cosa: ma solo quando li metti in atto capisci cos'hai per le mani. Ed è allora che il gioco si fa serio.

via Wired

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