Mouse roventi

Viaggiare nel tempo: quando la fantascienza si trasforma in realtà

Grazie ad un team di scienziati (con un italiano) siamo sempre più vicini all'ipotesi concreta di attraversare spazio e tempo, grazie agli wormhole.

Alice Militelo Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Ologrammi di quadranti di orologi

Dalla letteratura alla cinematografia fantascientifica, l'ipotesi di viaggiare nel tempo e nello spazio ha da sempre esercitato un certo fascino sulla nostra cultura. Un sogno che potrebbe realizzarsi ben presto grazie ad un gruppo di scienziati che sta lavorando alla realizzazione di un modello di un wormhole per dimostrare che attraversare le ere è veramente possibile. 

Ma cos'è, in sostanza, un wormhole? Conosciuto anche come ponte di Einstein-Rosen, grazie ai due fisici che lo teorizzarono negli anni '30, si tratta di una sorta di tunnel spazio-temporale che - su base teorica - dovrebbe consentire di percorrere importanti distanze in tempi molto brevi. 

La ricerca è partita dall'Italia ma sarà pubblicata sull’International Journal of Modern Physics prima dell’inizio degli esperimenti. Per capire meglio di cosa si tratta ci affidiamo alle parole del fisico Salvatore Capozziello, che coordina il team internazionale e presiede la Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione. Lo studioso ha spiegato che: 

Il problema di partenza era spiegare l’esistenza di strutture che, come i buchi neri, assorbono tutta l’energia di un sistema senza restituirla: in pratica ci si trovava di fronte ad una violazione del principio di conservazione dell’energia. Una delle spiegazioni possibili ipotizza che lo spazio-tempo sia 'bucato': è una teoria molto affascinante e futuristica, che implica la possibilità di passare da una zona all’altra dello spazio-tempo e  collegare fra loro universi paralleli.

Come trasformare la teoria in una formula concreta? Sempre Capozziello ha dichiarato inoltre che:

L'idea è riuscire a simulare gli effetti gravitazionali a energie più basse e ci siamo chiesti se in questo modo sarebbe stato possibile riprodurre un wormhole in laboratorio. Spostandoci su dimensioni cosmiche, potremmo considerare un osservatore che con la sua navetta si avvicina a un wormhole come un elemento capace di perturbare la struttura: in questo caso sarebbe possibile passare da una parte all’altra del cunicolo spaziotemporale, così come trasmettere segnali da una parte all’altra.

Insomma, la via tracciata è questa ma bisognerà lavorare ancora molto sodo per portarla a buon fine.

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