Mouse roventi

La chiave del successo al box office? È nella nostra mente

La Kellogg School of Menagement ha dimostrato che è possibile prevedere i risultati dei film al box office. Fondamentali i primi 16-20 secondi dei trailer.

Giovanni Rispo Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Spettatori che assistono a una proiezione

Il nostro cervello è la chiave per comprendere se un film farà il botto al botteghino o sarà un immenso flop. Questo non è certo l’incipit di un film fanta-apocalittico, ma di un’importante ricerca scientifica che ha analizzato i comportamenti celebrali durante la visione di un trailer cinematografico.

Non tutti sanno, infatti, che le case di produzione ogni anno spendono fior di quattrini per cercare di prevedere il successo o meno di un film, studiando i comportamenti e le emozioni umane. L’ultimo interessante studio è stato condotto dalla Kellogg School of Menagement della Northwestern University.

Lo studio ha analizzato i dati provenienti dagli elettroencefalogrammi di 122 partecipanti che si sono sottoposti alla visione di diversi trailer. Il risultato è stato alquanto sorprendente: alcuni trailer hanno provocato identiche reazioni nella maggior parte dei partecipanti. Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Consumer Research, ha evidenziato anche che queste reazioni corrispondono alla visione di trailer di film che hanno avuto grande successo al cinema.

In particolare il trailer di X-Man: Giorni di un futuro passato ha provocato una reazione nel 52% dei casi, mentre Mr. Peabody and Sherman solo il 21%. Il primo ha incassato 31 milioni di dollari a settimana, il secondo solo 8.

La ricerca, inoltre, ha evidenziato anche le tempistiche di questo “ingaggio”. Ad avere presa sul pubblico sono tutti quei trailer che ne incontrano l’interesse entro i primi 16-20 secondi.

Il cervello può predire se un film avrà successo o noNorthwestern University
I risultati di due dei diversi trailer proposti

A detta degli studiosi responsabili della ricerca, l’utilizzo dell’elettroencefalografia nelle ricerche di mercato sarebbe più accurata del 20% rispetto all’utilizzo dei normali focus group. Nel campo cinematografico, infatti, i focus group (gruppi di persone che vengono sottoposti alla visione di un dato film e ne evidenziano le criticità) decretano spesso tagli pesanti e importanti reshoots. L’applicazione dei risultati di questa ricerca potrebbe condurre in futuro a interessanti risultati.

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