Mouse roventi

NASA, scoperto un ex-oceano su Caronte, la luna di Plutone

La NASA ha scoperto che una delle lune di Plutone potrebbe aver ospitato un oceano. Ecco cosa ha portato alla luce la sonda New Horizon.

Concetta Suriana Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

La luna Caronte e Plutone

Lo spazio è ancora un luogo inesplorato. Soggetto di film e serie TV che hanno sempre affascinato il pubblico con i suoi misteri (Star Trek uno fra tutti), oggi fa parlare ancora per nuove scoperte che sembrano dare nuove possibili risposte alla domanda che tutti ci siamo posti almeno una volta nella vita: C'è vita nello Spazio?

Questa volta la notizia riguarda uno degli elementi indispensabili per la creazione della vita e la sua sopravvivenza: l'acqua, che è stata trovata in un posto abbastanza singolare, cioè su una delle lune del pianeta Plutone. Andando nello specifico stiamo parlando del suo satellite più grande: Caronte.

Mentre Plutone è ancora "vivo", Caronte, che è grande quasi quanto la metà del "suo" pianeta, oggi risulta essere inattivo. Proprio Caronte, ricoperto di ghiaccio e privo di qualsiasi tipo di atmosfera, è stato fotografato dalla sonda della NASA New Horizon ed ha permesso di notare degli elementi alquanto singolari sulla sua superficie. Dagli scatti realizzati si possono vedere infatti delle fratture che sono dei veri e propri canyon che farebbero pensare che, in un passato molto remoto, sulla superficie di Caronte ci fosse un oceano non tanto diverso da quelli che abbiamo sulla Terra. 

Sonda New HorizonCopyright New Horizon
La sonda New Horizon

Queste fratture sono senza dubbio le più profonde di tutto il Sistema Solare. Le loro dimensioni infatti ammontano a circa 1.800 km di lunghezza per 7,5 km di profondità. Se prendiamo come punto di riferimento le dimensioni del Grand Canyon terrestre (446 km di lunghezza e 1,6 km di profondità), possiamo ben capire che si tratta di una distesa gigantesca.

Per spiegare come tutto questo sia stato possibile, non esiste esempio migliore di quello fatto da James Tuttle Keane, scienziato al Calthech, non coinvolto nello studio su Caronte:

Significa che la crosta di Caronte è stata tirata da una parte all'altra. Immaginate di gonfiare un palloncino, dipingerlo e lasciare che la vernice si asciughi. Poi sgonfiarlo un po'. Ecco, Caronte è il palloncino e la pittura è la crosta di acqua ghiacciata. 

Questa crosta però è decisamente più grande di qualsiasi altra sua "sorella". Rispetto al Grand Canyon infatti è 4 volte più grande. Tutta questa superficie moltissimo tempo fa sarebbe stata ricoperta di acqua allo stato liquido. Proprio queste fratture sarebbero il segno che moltissimo tempo fa sulla superficie di Caronte doveva esserci un vero e proprio oceano, fatto di acqua esattamente come uno "normale" oceano. L'acqua, una volta congelatasi, sarebbe aumentata di volume causando quelle spaccature sulla superficie del satellite che ora sono state fotografate da New Horizon.

Si tratta di una scoperta sensazionale se si pensa che Caronte è totalmente privo di atmosfera. Il fatto che ci fosse dell'acqua allo stato liquido potrebbe aprire nuove ipotesi e spianare la strada a nuove scoperte scientifiche e non solo. Chissà che la prossima volta New Horizon non riesca a fotografare qualche forma di vita in uno dei crateri di Caronte...

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