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NASA: il buco nell'ozono si sta restringendo

La NASA diffonde il lieto annuncio: il buco nell'ozono si sta rigenerando e il protocollo di Montréal ha dato i suoi frutti.

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Il buco nell'ozono

Tutti sono a conoscenza del tristemente famoso buco nell’ozono, ma la NASA ci fa sapere per fortuna che “la ferita” dell’ozono armosferico si sta lentamente rimarginando. La scoperta del pericolo per l’ozono causato dal rilascio da parte dell’uomo di CFC contenuti in refrigeranti, spray per capelli e altri prodotti chimici dannosi per lo strato di ozono si ebbe negli anni '80, destando preoccupazione in tutto il nostro pianeta.

Le nazioni di tutto il mondo hanno deciso perciò di firmare, il 16 settembre 1987, il protocollo di Montréal, un trattato internazionale mirato a diminuire il rilascio e l'uso delle sostanze dannose per lo strato di ozono, come ad esempio i clorofluorocarburi o gas CFC.

Adesso, stando ai dati raccolti dalla NASA, pare che “la cura” prevista dal protocollo stia dando i suoi frutti.

La NASA vede le prime prove del recupero dello strato di ozono grazie alla messa al bando dei composti chimici dannosi.

Avvalendosi infatti di dati raccolti fra il 2005 e il 2016, i cervelloni della NASA hanno riscontrato una diminuzione del buco dell’ozono atmosferico del 20%.

Dichiara al riguardo Susan Strahan, uno scienziato dell'atmosfera del Goddard Space Flight Center della NASA:

Osserviamo chiaramente che il cloro dei CFC è diminuito a livello del buco dell’ozono, comportando un ridotto esaurimento dell’ozono.

Siamo dunque di fronte a un vero e proprio successo del protocollo di Montréal nella lotta contro la perdita di ozono atmosferico.

Anne Douglass della NASA è quindi ottimista sul destino del pianeta:

Prevediamo di eliminare completamente il buco dell’ozono fra il 2060 e il 2080, anche se potrebbe esserci comunque un piccolo buco residuo.

E tu che ne pensi? Contento del fatto che, probabilmente, sarà ritardata di un po’ la fine del mondo?

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