Mouse roventi

LEGO produrrà entro il 2030 mattoncini prodotti a partire dalle piante

LEGO ha annunciato la sua decisione di passare all'eco-friendly, grazie alla produzione di pezzi LEGO costruiti col veg polietilene, una plastica speciale biodegradabile, prodotta a partire dalle piante.

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Alcuni pezzi LEGO

La produzione dei famosi mattoncini LEGO è iniziata da ormai 84 anni e l’azienda produttrice ha sempre dimostrato di essere al passo coi tempi. Stavolta però LEGO annuncia una vera svolta eco-friendly: da quest’anno molti mattoncini che compongono i set LEGO saranno fatti di bio-plastiche.

Tali bio-plastiche sono materiali ecocompatibili, cioè riciclabili, per evitare sprechi e danni all’ambiente. LEGO ha cominciato però a produrre pezzi eco-friendly partendo da piante, foglie e cespugli. Dopo di questi si prevede il passaggio alle bio-plastiche anche per i mattoncini veri e propri.

Una costruzione di LEGO immersa nel verde, con un mostro a 2 teste di LEGOLEGO
LEGO all'insegna del verde, anche i mostri a 2 teste dovranno farsene una ragione!

La notizia di LEGO di passare al verde non è però notizia di qualche giorno, già ben 2 anni fa l’azienda comunicò di aver investito ben 155 milioni di euro (mica spiccioli!) per finanziare ricerche su materiali ecocompatibili.

L’ecocompatibilità riguarderà non solo i pezzi LEGO veri e propri ma, si prevede entro il 2030, anche la confezione stessa dei mattoncini.

LEGO si dà al verde col veg polietilene

Tim Brooks, vicepresidente di LEGO, è ovviamente orgoglioso del fatto che i primi pezzi ecosostenibili saranno già inscatolati e distribuiti a partire da quest’anno:

Questo rappresenta il primo grande passo nell’importante progetto di produrre tutti i mattoncini LEGO a partire da materiale ecosostenibile. Il materiale adoperato per realizzare i primi pezzi flessibili (piante, foglie e cespugli) è chiamato veg polietilene. Assicuro che bambini e genitori non noteranno differenza alcuna di qualità o di aspetto dei nostri pezzi, dato che il veg polietilene mantiene le stesse caratteristiche del classico polietilene.

Il discorso di Brooks si sposta poi nel dettaglio dell’ecosostenibilità:

La nuova plastica si ottiene estraendo etanolo dalla canna da zucchero, è resistente come il normale polietilene ma, a differenza di quest’ultimo, può essere riciclata più volte, anche se non è biodegradabile al 100%.

Il problema dello smaltimento dei mattoncini, come ho già anticipato, non è qualcosa che gli addetti ai lavori si sono posti l’altro ieri. La plastica a base di olio di cui i mattoncini sono fatti, denominata acrilonitrile-butadiene-stirene, è infatti quasi indistruttibile. Però tale problematica non ha destato la preoccupazione generale dato che i LEGO, di solito, vengono tramandati di padre in figlio o, magari, donati in beneficienza. Insomma, in un certo senso, il riciclo c’è, anche se non in maniera diretta.

LEGO inoltre, azienda membro del RE100, una delle maggiori associazioni a tutela dell’ambiente il cui obiettivo è riuscire a utilizzare il 100% di fonti rinnovabili di energia, è impegnata anche col WWF nella campagna contro gli sprechi e l’inquinamento.

Non possiamo dunque far altro che augurare buona fortuna a LEGO per la sua missione.

E tu che ne pensi? Contento della svolta LEGO verso l’eco-friendly?

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