Mouse roventi

Le grandi storie dell'orrore - La recensione

Un terrificante tuffo nel passato!

Mario Spagnoletto Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

I disegni vintage del fumetto Marvel

Le grandi storie dell’orrore è un volume imprescindibile per ogni amante dell’horror o, più semplicemente, dei cari vecchi fumetti anni 50/60. Questo elegantissimo volume di 296 pagine raccoglie più di 50 storie brevi tratte dal periodo pre-Marvel, ovvero quando la Marvel si chiamava ancora Atlas. Arricchiscono il già corposo volume l’inserto in bianco e nero dedicato alle storie di vampiri degli anni '70 e una storia tutta da ridere di Stan Lee e Bill Everett.

Recensire tutte le storie è impossibile, sono tantissime e trattano gli argomenti più svariati: dai castelli diroccati infestati dai fantasmi ai racconti paranormali, dai licantropi ai vampiri. Dalle storie permea una genialità figlia di quegli anni, una genialità genuina, priva di volgarità e di effetti splatter (ce ne sono davvero pochissimi nel volume). 

I disegni, realizzati da molteplici artisti, sono tutti validi e si sposano bene con la storia. Sfogliando il volume veniamo letteralmente rapiti dai bellissimi disegni vintage, così grezzi e datati ma oltremodo splendidi, e trasportati in un'era fumettistica ormai andata. Da segnalare anche l'ottimo lavoro di restauro e ricolorazione fatto da Panini Comics.

Ecco alcune tavole prese direttamente dal fumetto:

Parto con una premessa importantissima: chi, come me, ama l'horror, leggendo le storie avvertirà quella sensazione di già visto. È normale. Bisogna pensare, infatti, che le storie, seppur egregiamente restaurate e ricolorate per l'occasione, sono tratte da fumetti usciti negli anni 50/60. In quegli anni non avevano visto tutto ciò che abbiamo visto noi fino ad oggi. 

L'orrore nominato in copertina è un orrore diverso da quello che vediamo oggi nei film che escono come funghi, è un orrore fatto di suspense e sgomento e non di demoni mostruosi e simili amenità. Le storie, seppur datate, sono più che godibili e, nonostante io sia un divoratore vorace di film horror, alcuni finali hanno lasciato anche me a bocca aperta. 

Stan Lee ha scritto la maggior parte delle storie contenute in questa sorta di 'Bibbia horror'. La sua solita vena comica e dissacrante qui diventa grottesca e pregna di humour nero

Questo volume ha solo una pecca (se proprio vogliamo trovare il pelo nell'uovo): non è per tutti i tipi di lettori!

Se sei abituato a leggere solo storie moderne con supereroi come protagonisti, questo volume non fa al caso tuo. A chi è dedicato allora questo Le grandi storie dell'orrore? Agli amanti dell'horror in tutte le sue sfaccettature, agli amanti del buon fumetto vintage, o anche a chi con queste storie ci è cresciuto e vuole fare un dolce ma terrificante salto nel passato.

La cosa più difficile da fare con questo volume è stata riporlo in libreria dopo averlo letto.

E no, non parlo della sua mole! Parlo delle storie in esso contenute, storie che ti entrano nel cervello (e alcune anche nel cuore) e non se ne vanno più. Aspetterò la notte di Halloween per tirarlo fuori nuovamente e immergermi nella lettura, in una stanza buia illuminata solo dal ghigno mefistotelico di una zucca intagliata

Come al solito l'edizione Panini è splendida, un elegante cartonato di 296 pagine al prezzo di 25 euro. Ad impreziosire il volume troviamo un segnalibro nero in stoffa. Nero come le storie contenute in questo fumetto.

Ecco alcune foto del volume preso in considerazione per la recensione:

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