Mouse roventi

IA: la vita oltre la morte, presto potremmo parlare con i morti

Un'agenzia funebre svedese è in cerca di volontari per creare una IA che possa simulare una conversazione con i defunti, ma non è la prima volta che qualcuno ci prova.

Giovanni Rispo Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Immagine esemplificativa dell'intelligenza artificiale

Come in un romanzo di Phlip K. Dick o in un episodio di Black Mirror presto potremmo parlare con i nostri cari defunti. L’obiettivo, ambizioso, è quello di un’agenzia funebre svedese (di nome Fenix) che vuole sviluppare una IA al fine di permettere ad amici e familiari di chattare con i propri defunti.

Sia chiaro, qui non si sta parlando di resuscitare morti o di creare robot all’interno dei quali trasferire la coscienza umana, ma parliamo di chattare con una macchina mediante bot, ovvero dei programmi informatici che hanno il compito di simulare una conversazione con un essere umano. L’efficacia di questi bot migliora di anno in anno e diventa sempre più difficile distinguere la macchina dall’uomo.

Giusto per intenderci, questi bot sono sempre più utilizzati dai servizi assistenza delle aziende per permettere una soluzione al problema più celere del dover attendere l’operatore umano. Quanto sta cercando di fare quest’agenzia funebre svedese rappresenta, quindi, un modo particolare di utilizzo della IA seguendo però una strada già battuta.

L’IA per la sostituzione di una persona defunta è stata già utilizzata da Eugenia Kuyda, CEO di un’azienda russa esperta nell’intelligenza artificiale. L’idea balenò nella testa della donna quando uno dei suoi amici, Roman Mazurenko, morì in un tragico incidente automobilistico. La programmatrice non riusciva a darsi pace e per elaborare il lutto creò un’intelligenza artificiale per simulare il linguaggio umano partendo dalle informazioni (SMS, messaggi ecc.) relative al suo amico. Il risultato fu clamoroso e molti non riuscivano a credere che quello con cui stavano colloquiando non era Mazurenko.

Fenix, tuttavia, non vuole fermarsi allo scambio di semplici testi scritti. L’azienda vorrebbe sviluppare un’IA che utilizzi anche la voce o le immagini per interagire. Per questo è alla ricerca di volontari che possano aiutarla nell’impresa. Insomma il futuro sta arrivando.

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