Mouse roventi

I peggiori film del 2017

Ormai il 2017 è giunto al termine e, nonostante abbiano fatto il loro debutto al cinema alcune pellicole veramente valide, altre invece sono destinate a ritornare nei nostri peggiori incubi! Eccovi la rassegna di FlopTV dei film più brutti del 2017!

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Henry Cavill in Justice League

Il 2017 è stato un anno costellato di bei film, ma anche di pellicole assolutamente dimenticabili. Fra registi che tentano di fare il passo più lungo della gamba, attori indecenti ed effetti CGI vergognosi, di film che ci hanno traumatizzato quest’anno ce ne sono parecchi. A questi si aggiungono anche sequel improbabili, reboot orrendi e film d’animazione che rischiano quasi di far crescere stupidi i ragazzini della nuova generazione.

Partiamo subito con la nostra rassegna delle vergogne fatte lungometraggio!

Transformers – L'ultimo cavaliere

Anthony Hopkins in una scena del filmHasbro
Anthony Hopkins mentre cerca di capire la trama

Ormai è risaputo, Michael Bay è sinonimo di ignoranza, abuso di CGI e, soprattutto, esplosioni. Cosa ama però di più il regista del sedere di Megan Fox, messo lì per far venire i maschietti al cinema, e dei palazzi rasi al suolo a caso?

Ovviamente i Transformers!

Quei robottoni tamarrissimi che una volta ricordavamo con nostalgia pensando alla nostra infanzia. Ricordi felici quindi, poi però è arrivato il 2007 con il primo film del franchise incentrato sulla guerra fra Autobot e Decepticon, ottenendo come risultato un’infanzia andata a farsi benedire. Nel 2017 Bay torna con Transformers – L'ultimo cavaliere e la musica è sempre la stessa: una celebrazione unica di rabbia, ignoranza, immaturità, razzismo, eccesso, sessismo e propaganda di guerra. Per darvi un’idea del disagio insito nel film, il grande Anthony Hopkins che ha un ruolo nella pellicola, avrebbe detto sul film:

Non ho ancora capito la trama...

Vi serve sapere altro? Uno schifo immane!

Super vacanze di Natale

Una scena di Super vacanze di NataleFilmauro
Boldi e De Sica dopo aver saputo di Super vacanze di Natale

L’Italia può “vantare” una lunga tradizione se si parla di cinepanettoni. Ben 35 anni di battute stereotipate, volgarità e intrighi sessuali, che hanno raggiunto vette sempre più estreme col passare del tempo. Avete presente quando siete a fare tranquillamente la doccia ma un amico d’improvviso vi lancia in vasca un procione incazzato e infoiato? Ricordiamolo, siete nudi e i procioni arrabbiati fanno male. Ecco, ora espandete l’esperienza per 35 anni.

Adesso passiamo all’ennesima pellicola del genere uscita quest’anno, se pellicola si può chiamare. Paolo Ruffini viene convocato a “girare” Super vacanze di Natale, che si propone di essere un tributo agli oltre trent’anni di ignoranza totale avente come protagonisti Christian De Sica e compagni. Praticamente ci si aspetta che la gente paghi per sedersi a guardare le scene più famose dei cinepanettoni. Una presa in giro tale da venire attaccata anche da 2 delle istituzioni del genere: il sopracitato De Sica, che ha definito Super vacanze di Natale “una sciocchezza” e Massimo Boldi, che ha addirittura querelato il produttore. Immaginiamo la grande fatica fatta da Ruffini, montatore oltre che regista del film e da Pietro Morana, che l’ha affiancato nel montaggio.  

Uno scempio audiovisivo.

La mummia (2017)

Russell Crowe in La mummia (2017)Universal Pictures
Russell Crowe sfrutta gli effetti speciali comprati in offerta all'Eurospin

Ricordate La mummia del 1999? Beh, come direbbe Robin Williams in Hook – Capitan Uncino, “aggrappatevi a quel pensiero felice”, perché La mummia del 2017 fa veramente ribrezzo.

I protagonisti questo madornale errore della cinematografia odierna? Tom Cruise, non all’altezza di Brendan Fraser (sia metaforicamente che letteralmente, Tom è un metro e un assegno a Scientology mentre Brendan supera il metro e 90) e Russell Crowe, che cerca di valorizzare il suo personaggio al meglio ma degli effetti speciali presi in offerta all’Eurospin non aiutano. Si pensava che il film potesse fare davvero il botto, cioè per carità, l’ha fatto eccome, ma è stato un attacco kamikaze.

Tanti i rimpianti quanto gli sbadigli per questa pellicola.

L’inganno

Le protagoniste de L'ingannoUniversal Pictures
Il collegio di infoiate de L'inganno

L’inganno è un adattamento cinematografico del romanzo A Painted Devil del 1966, scritto da Thomas P. Cullinan. Il film, diretto e sceneggiato dal premio Oscar Sofia Coppola, è stato concepito come film drammatico ma l’unico dramma lo ha vissuto chi ha scelto di andarlo a vedere al cinema.

Partiamo dalla trama, che parte da un soggetto che potrebbe davvero dare tanto se ben trasposto, considerando che un film dedicato al romanzo di Cullinan già c’è stato, La notte brava del soldato Jonathan, ed era un bel film.

Detto questo, osserviamo un caporale nordista interpretato da Colin Farrell che, dopo essere stato tratto in salvo da un collegio di donne arrapate in mezzo al bosco, tenta in tutti i modi di entrare nelle loro grazie (a volte anche letteralmente), e tutte loro cominciano a farsi la guerra per chi gliela deve mollare per prima. Il risultato è circa 1 ora e mezza di puro tedio, non succede praticamente nulla per tutto il tempo e, quando finalmente si intravede la luce nell’oscurità, finisce tutto miseramente.

Un peccato perché, oltre a Farrell, il cast vanta anche Nicole Kidman, Kirsten Dunst ed Elle Fanning. Che occasione sprecata!

Cinquanta sfumature di nero

Una scena tratta da Cinquanta sfumature di neroUniversal Pictures
Christian Grey fa il maiale con Anastasia in ascensore

Cinquanta sfumature di nero è il vergognoso sequel, diretto da James Foley, dell’altrettanto “valido” Cinquanta sfumature di grigio. La trilogia di Cinquanta sfumature (nel 2018 arriva il terzo film), per farvi capire da dove è stata partorita tale onta alla settima arte, è tratta da un romanzo “erotico” nato come fanfiction di Twilight. Questo già dovrebbe dissuadere qualunque persona assennata dal leggerlo, figuriamoci guardare il film.

Cinquanta sfumature di nero riesce a fare addirittura peggio del primo capitolo, fra scene di sesso a dir poco imbarazzanti in cui la protagonista, Anastasia Steele, geme praticamente a ogni sguardo del suo compagno di giochi Christian Grey. Ogni dialogo, costruito male e ridicolo, viene intervallato da scene che dovrebbero essere intrise di sensualità e di erotismo. Invece ci troviamo a guardare Christian Grey che fa sesso senza neanche togliersi i pantaloni e il film è talmente fatto coi piedi che la cosa si nota palesemente.

Per il 95% del film Anastasia litiga col perverso milionario e mostra timore verso i suoi intenti licenziosi, per poi farsi sbattere come un telecomando che non cambia canale l’attimo dopo. Nell’altro 5% del film c’è Kim Basinger che, a quanto pare, aveva disperatamente bisogno di soldi e si presta dunque anche una dea del cinema come lei a tale disastro.

Ogni minuto passato a guardarlo diminuisce il QI dello spettatore.

Emoji: Accendi le emozioni

Una scena di Emoji: Accendi le emozioniSony Pictures Animation
Una delle tristi scene di un triste film

Emoji narra di Gene, un emoji di Messaggiopoli, città immaginaria digitale presente nel cellulare di un adolescente di nome Alex. I genitori di Gene sono rappresentati dalle emoji “bah” e vorrebbero che il proprio figlio fosse come loro, indifferente verso tutto e tutti. Ma a Gene non sta bene perché può rappresentare più emozioni, non solo l’indifferenza.

Interessanti premesse vero?

E invece no! Il film non è affatto divertente e la sua visione potrebbe provocarvi addirittura dolore fisico! Il miglior modo per traumatizzare i vostri figli è lasciar loro vedere Emoji. Molti critici sono addirittura concordi sul fatto che tale film fa loro desiderare la morte!

Una pellicola che fa finta di essere un prodotto per ragazzi ma dietro si cela un modo becero per vendere app ai più giovani. Da dimenticare con ogni mezzo, ricorrendo anche alla lobotomia se necessario!

Justice League

I protagonisti di Justice LeagueWarner Bros.
Il cameo del Circo Orfei nel film

Adesso passiamo al gran finale della nostra rassegna: Justice League.

Un film dalla natura controversa, partendo dalla regia. Non si capisce infatti chi l’abbia girato, inizialmente Zack Snyder che per motivi personali si è messo da parte, poi Joss Whedon (The Avengers) ci ha messo una pezza, o almeno ci ha provato. Abbiamo così una pellicola in cui è palpabile il contrasto fra 2 visioni registiche completamente differenti: Whedon da un lato che tende a mandare sempre tutto in caciara, dall’altro Zack Snyder, “potente e drammatico”, di una pesantezza unica.

Passiamo adesso alla trama: non esiste nulla di più lineare. Un intreccio scopiazzato dagli Avengers, un cattivone venuto da un altro mondo (realizzato con una CGI imbarazzante) che tenta di spazzare via l’umanità, ma un gruppo di eroi è pronto a fermarlo!

Superman senza i baffi ma coi baffi, Batman con la sciatica, The Flash nei panni del disagiato che spara battute fuori luogo, Wonder Woman (forse l’unica salvabile) e Aquaman, un eroe che si rivela totalmente inutile. Il personaggio interpretato da Jason Momoa non fa altro che prendere mazzate da ogni lato, dimostrando che l’attore serviva soltanto a richiamare al cinema le sue stalker da tutto il mondo. Ah, dimenticavo, c’è anche Cyborg che ricopre il ruolo del gobbo di Notre Dame della situazione.

Il risultato finale è un film insipido, privo di coraggio, costato centinaia di milioni di dollari (alcune decine, si dice, solo per togliere virtualmente i baffi a Henry Cavill senza successo) e che viene dimenticato appena usciti dalla sala, o forse anche durante la visione.

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