Mouse roventi

Hugh Hefner si è spento all'età di 91 anni

Il celebre fondatore di Playboy, Hugh Hefner, si è spento all'età di 91 anni. Il vuoto è incolmabile.

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Hugh Hefner

Hugh Hefner, fondatore della celebre rivista erotica Playboy, ci ha lasciati all’età di 91 anni. Stando a E! News, a diffondere il triste annuncio è l’account Twitter di Playboy, con una delle frasi iconiche di Hef.

La vita è troppo breve per vivere il sogno di qualcun altro.

La leggenda di Hugh

Hugh si è spento mercoledì per cause naturali, circondato dai suoi affetti. Con un impero fondato oltre 60 anni fa, precisamente nel 1953, l’editore statunitense lascia al mondo intero un’enorme eredità ridefinendo, grazie alle sue idee, la cultura sessuale del ventesimo secolo. Le sue attraenti conigliette sono state e saranno sempre oggetto del desiderio di uomini di ogni parte del mondo. Tramite la sua rivista, Hefner si contrappose in modo spregiudicato al falso buonismo dell’America di quel periodo, soprattutto in ambito sessuale.

Hugh circondato da belle donneHugh Hefner
Hugh circondato dalle sue bellissime conigliette

Playboy non era infatti ben vista dalla comunità religiosa americana e un esempio lampante di ciò ci è dato da un pastore della Louisiana, Ll Cover, il quale afferma che la rivista di Hefner ha “incoraggiato i giovani a considerare il sesso divertente e le donne sono i giocattoli con cui dilettarsi.” In alcune parti dell’Asia poi la vendita di Playboy è stata perfino vietata.

Le Playmate che si sono susseguite nel corso degli anni vantano grandi donne del mondo dello spettacolo e non, star di Hollywood del calibro di Marilyn Monroe. L’abitazione di Hugh, la leggendaria Playboy Mansion, è stata sempre nota per i magnifici party e, ovviamente, le meravigliose donne che attorniavano l’editore.

Gli esordi del suo impero

La storia di Playboy è fatta di umiltà e coraggio. La rivista andò in stampa per la prima volta grazie al denaro raccolto da Hefner fra i suoi amici, arrivando a impegnare perfino i mobili di casa. Al raggiungimento del traguardo il mondo vide in copertina una Marilyn Monroe agli esordi, senza veli e ancora in cerca di fama. Il segreto del successo della rivista? Oltre alle donne belle da lasciare senza fiato, il tutto era affiancato da un servizio fotografico a colori dedicato alla Playmate del mese, con tanto di poster centrale da affiggere al muro.

La prima copertina della rivistaHugh Hefner
La copertina del primo numero di Playboy

Playboy raggiunse presto una notorietà tale da attirare il contributo di grandi nomi del giornalismo e della letteratura in generale, trasformando la rivista in un must have per intere generazioni di maschi adulti. Hugh Hefner lanciò differenti edizioni in ogni parte del globo, incarnando così perfettamente la definizione di “sogno americano”.

Il vero scopo della rivista

Il nostro Hugh suscitò scalpore e anche un pizzico d’invidia fra l’opinione pubblica a causa della propria tendenza a “saltare da un matrimonio all’altro”, potendo vantare la bellezza di 3 matrimoni e 2 divorzi, oltre che la convivenza con ben 7 donne contemporaneamente. Migliaia di ragazze vennero amate dal grande Hefner, che avrebbe infatti dichiarato in un’intervista risalente ai gloriosi anni ’60:

Mi piacciono le donne e le scelgo fra le Playmate pubblicate su Playboy ogni mese. Chi definisce la mia rivista un periodico sexy o un opuscolo di ragazze prova solo di non averla mai letta.

Dunque Hugh teneva a precisare di aver creato un magazine dedicato non solo alle belle donne e rafforzò tale concetto in un’altra occasione.

Tutti coloro che acquistano Playboy solo per godersi qualche bella donna non sfruttano appieno il servizio reso dalla rivista. Penso che gli interessi dei lettori siano anche altri: la moda, le automobili, la cucina, la musica, la letteratura e le idee. Con Playboy mi propongo di racchiudere tutti gli interessi del momento del mondo maschile, con un range d’età che va dai 20 ai 40 anni. Inviare in stampa una rivista del genere senza contornarla di belle donne sarebbe una follia.

A testimoniare l’importanza in ambito culturale della rivista fu l’introduzione, nel 1962, della rubrica Playboy Interview, con un’intervista all’immortale Miles Davis, leggenda del genere Jazz.

L'intervista di Playboy a Miles DavisPlayboy
L'intervista a Miles Davis

Fra le tante celebrità intervistate da Playboy annoveriamo anche Jimmy Carter, John Lennon, Malcolm X, Salvador Dalí, Fidel Castro, Martin Luther King Jr., Bertrand Russell, Yasser Arafat, Stephen Hawking, Steve Jobs, Barbra Streisand e Robert De Niro.

L’intervista a Davis fu preceduta, nel 1960, dall’apertura del primo Playboy Club, dove i fortunati ospiti possono essere serviti e riveriti dalle Playboy Bunny. Alla catena di nightclub e resort è stata anche dedicata, nel 2011, una serie TV intitolata The Playboy Club, ambientata negli anni ’60 e incentrata sulle Playboy Bunny del primo Playboy Club di Chicago.

Amber Heard nei panni di MaureenHugh Hefner
Amber Heard nei panni di Maureen nella serie

Insomma, il nostro compianto Hugh si proponeva prima di tutto di focalizzare l’attenzione su tutti gli interessi degli uomini, soddisfarne non solo le fantasie erotiche ma anche e soprattutto il lato puramente intellettuale.

Il vuoto lasciato dal fondatore di Playboy è incolmabile e la sua gioia di vivere costituirà un esempio per tutte le generazioni a venire.

Ciao Hef. Ci mancherai.

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