Mouse roventi

Game of Thrones e la scena dello "stupro"

La terza puntata della quarta stagione di Game of Thrones ha sollevato un polverone per la presunta scena di stupro che apre l'episodio. Tanto rumore per nulla? Attenzione: SPOILER!

Andrea Sala Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Cersei e Jaime amoreggiano

L'ultima puntata di Game of Thrones andata in onda su Sky Atlantic ieri sera ha causato un sacco di polemiche, soprattutto in USA. Perché? Per una scena giudicata troppo estrema, soprattutto per la società americana.

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Dopo il tanto chiacchierato “Purple Wedding” in cui il povero Joffrey - povero? Non aspettavamo che quello - tira le cuoia è arrivato un episodio interlocutorio, in cui non succede moltissimo a livello di storia. Anzi, la narrazione televisiva si ferma su episodi che aggiungono poco o nulla, tipo la chiacchierata fra Margaery Tyrell e sua nonna oppure l’episodio che coinvolge il Mastino e il buon contadino.
Niente di che, davvero.

A movimentare le cose ci hanno pensato Jaime e Cersei, però. Durante la veglia funebre davanti al corpo di Joffrey morto, infatti, l’erede non più tale dei Lannister diventa preda del desiderio verso la sorella e la prende sul posto. Proprio sotto al cadavere del figlio.
Quanto buon gusto, lui sì che è un degno erede dei Lannister.

Ora, la differenza con il libro c’è ed è innegabile: lei, secondo le parole di George R.R. Martin, cerca di resistere più per decoro che altro. Dopo tutto il figlio tanto amato (solo da lei) è appena morto in un modo orribile e non è davvero il caso di mettersi orizzontali in un tempio, no?

Nella serie televisiva, invece, le avances di Jaime sono più dirette e brutali, tanto da sembrare uno stupro. Cersei si oppone ma alla fine cede e la scena si chiude con Jaime sopra di lei, steso appena sotto l’altare dove giace il buon Joffrey.
Ecco la scena tanto discussa:

Martin, sul suo blog, ha scritto che l’episodio doveva essere “forte” anche nel libro, tuttavia rivela di non aver discusso con i produttori della scena in questione. Il che suona un po’ come uno scaricabarile.
Il regista, Alex Graves, ha dichiarato che alla fine il rapporto diventa consensuale. Ma questo non ha bloccato le polemiche fioccate un po’ ovunque.

Ci vedo un po’ troppo bigotteria. Dopo tutto Jaime mancava da Approdo del Re da moltissimo tempo e la sua nuova condizione di monco l’ha tenuto lontano dall’amata sorella, che lo ritiene un po’ meno uomo di prima. E non ci sta più come una volta.
Ad ogni modo siamo sempre in un mondo di fantasia piuttosto crudo e la scena in sé non è così violenta come viene descritta.

Ci sono moltissime scene di stupro nel cinema e nelle serie TV, con approcci ben più diretti ed espliciti. Non vedo perché stupirsi nel caso di Game of Thrones e sollevare questo polverone.

Per il resto ci sono avanzamenti minimi nella storia. Tanto per capirci, Daenerys arriva alle porte di Mereen e nemmeno in questa puntata comincia la battaglia.

Sansa, invece, scappa da Approdo del Re subito dopo la morte di Joffrey e finisce nelle mani di Petyr Baelish, il che non è necessariamente un miglioramento. Il Mastino e Arya derubano un povero contadino, i Bruti assaltano un villaggio e suggeriscono un bel banchetto cannibale mentre Sam porta Gilly alla Città della Talpa, per la sua sicurezza.

Vediamo anche le prime parole di Tommen da futuro re e il giovane comincia molto meglio del suo defunto fratello. Lord Tywin, in attesa di giudicare il figlio per l’assassinio del nipote, cerca di stringere un alleanza con Dorne, ovvero con Oberyn Martell.

Davvero, oltre a questo non c’è molto altro da dire. Non si sono visti nemmeno i draghi.
Cioè, se volevate andare al risparmio potevate dirlo...

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