Mouse roventi

Eredita 3 miliardi di lire ma non può cambiarli in euro

Luigi C. è il 48enne funzionario di banca che ha avuto in eredità da suo nonno una fortuna enorme. Peccato che non possa più convertire quei 3 miliardi di lire in euro!

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Alcune banconote in lire

La storia di Luigi C., 48enne funzionario di banca, parla di un uomo fortunato, che ha ereditato una montagna di denaro da suo nonno paterno, ma è anche la storia di uomo che non ha potuto convertire i 3 miliardi di lire ereditati in euro perché “fuori tempo massimo”.

Pare quasi una barzelletta ma è così, e il povero Luigi racconta il suo choc quando è venuto a conoscenza della cosa:

Quando ho aperto la cassetta di sicurezza di mio nonno col direttore della Ubs di Lugano, ho visto che c’erano una montagna di banconote da 500mila e 200mila lire. Un vero e proprio choc. Non sto a raccontare quanto ci è voluto per contarle: ben 2 miliardi e 950 milioni di lire. Nessun problema a trasferire l’ingente somma in Italia, essendo denaro privo di valore corrente, ma non posso neanche intascarlo. Ma non mi do per vinto.

Luigi però fa capire di non essere rimasto esattamente a mani vuote:

Ero a conoscenza del fatto che mio nonno era benestante. Mi ha lasciato in eredità 2 appartamenti, 2 conti correnti con grosse somme e un portafoglio di titoli azionari, ma non mi aspettavo proprio di trovare nella cassetta di sicurezza di Lugano quei 3 miliardi circa del vecchio conio.

Un sacco di mazzette da 100 mila lire
Un peccato per tutti quei soldi...

Il termine ultimo per effettuare il cambio in euro era l’anno 2012, esattamente a 10 anni dall’entrata in vigore dell’euro, ma nonno Francesco, il nonno 89enne di Luigi, è passato a miglior vita il 15 luglio del 2017. Dunque impossibile rispettare le scadenze:

Come è possibile fare richiesta per il cambio di una somma in denaro che neanche sapevo di possedere? Fortunatamente vivo una vita agiata e il resto dell’eredità che ho ricevuto è già considerevole, ma adesso si tratta di una questione di principio. Quei 3 miliardi di euro sono stati guadagnati da mio nonno e non è giusto che vadano persi in questo modo. Sono a conoscenza del fatto che c’è la possibilità di una transazione al 70%. Parte del denaro lo devolverei sicuramente in beneficenza. La dimenticanza di una persona sola e con una certa età non può portare a perdere 3 miliardi.

Insomma, il nostro Francesco è proprio deciso a non arrendersi. Ma resta da vedere se la sua battaglia legale avrà un lieto fine.

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