Mouse roventi

Il singolare bruco che urla per tenere a bada pericolosi predatori

Un insetto che, con tutta probabilità, si crede un serpente!

Matteo Tontini Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Il bruco Sfinge della Vite in procinto di divorare una foglia

I bruchi sono creaturine viscide e silenziose: nella maggior parte dei casi, non fanno alcun rumore. C'è però una specie che fa eccezione.

Il bruco Sfinge della Vite è in grado di emettere un suono come meccanismo di autodifesa, e gli scienziati credono di aver scoperto il modo in cui ci riesca, dato che l'insetto in questione non ha i polmoni. La maggior parte degli insetti fanno rumore sfregando, battendo o facendo vibrare parti del loro corpo come ali o zampe, a differenza di molti vertebrati che hanno la possibilità di modulare l'aria che esce dai loro corpi.

Il bruco Sfinge della Vite, invece, quando minacciato, produce un suono attraverso la parte più alta dell'intestino primitivo, vicino alla bocca. Le capacità di produzione del suono di questi bruchi bruno-rossastro hanno sconcertato gli scienziati per anni, ma recentemente un team di ricercatori della Carleton University di Ottawa, in Canada, ha deciso di risolvere il mistero.

Per riuscire nell'impresa, i ricercatori hanno catturato le falene selvatiche di tale specie e hanno allevato le loro uova in laboratorio, cosa apparentemente molto più difficile di quanto sembri. Una volta cresciuti totalmente i bruchi, i ricercatori li avrebbero circondati con potenti microfoni iniziando a simulare attacchi di predatori: utilizzando una piccola pinza di metallo, li avrebbero quindi pizzicati delicatamente in modo che emettessero i loro caratteristici suoni di autodifesa.

I microfoni hanno rivelato che i suoni erano più potenti vicino alla bocca del bruco, che mantenevano aperta mentre producevano il rumore.

Sfortunatamente, la tecnologia attuale non consente agli scienziati di vedere cosa succede all'interno dei minuscoli corpi di insetti e bruchi, quindi sarebbero state analizzate le onde sonore emesse.

I ricercatori hanno concluso che il meccanismo era simile a un bollitore da tè, che fischia quando il vapore viene spinto attraverso un piccolo foro: pare dunque che l'esofago e la parte equivalente alla nostra gola, nei bruchi Sfinge della Vite, siano collegati attraverso orifizi stretti, che possono produrre questo strano "ruggito".

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