La nuda verità

L'Umbrella Sharing è un disastro, persi più di 300mila ombrelli

Basandosi sul fenomeno mondiale del Bike Sharing, un'azienda in Cina ha deciso di darsi all'Umbrella Sharing, ovvero l'affitto di ombrelli. Tuttavia gli affari non sono andati come previsto...
Spazio in metropolitana riservato all'umbrella sharing, dove le persone possono affittare ombrelli.

Quanti di voi hanno affittato, almeno una volta, una bici per muoversi in città, seguendo la filosofia del bike sharing? Bene, in Cina il futuro è rappresentato proprio dalle “aziende di sharing”, che non affittano solo biciclette, ma anche oggetti che non ti aspetteresti, dai palloni da basket alle batterie portatili per smartphone. I clienti pagano una piccola tassa (a ore, giornaliera o mensile, in base all’utilizzo) con delle more nel caso in cui l’oggetto venga trattenuto più del previsto. È un modello di economia semplice ma efficace, di successo e in continua evoluzione, tuttavia per le aziende non tutto fila liscio come si spera.

Tra le sfortunate aziende di sharing troviamo Sharing E Umbrella, nata per affittare, appunto, ombrelli, e che ne ha persi dall'inizio del servizio più di 300mila. Proprio così, 300mila!

Zhao Shuping, il fondatore, ebbe l’idea di creare un’azienda per l’affitto di ombrelli ispirandosi al fenomeno del bike sharing e credendo che ormai “tutto quello che troviamo per strada possa essere affittato”. Così, ad aprile, nacque Sharing E Umbrella, che presto approdò nelle più grandi città, ma contemporaneamente sorsero i primi problemi.

Gli ombrelli non sono come le biciclette, che possono essere parcheggiate ovunque. Nonostante i nostri ombrelli si trovino in qualunque stazione metropolitana, e quindi sia abbastanza facile prenderne uno, rimetterlo al suo posto è molto più difficile. Molte persone non si scomodano a riportarlo in stazione, così li portano a casa.

Facciamo insieme un paio di conti. Se ogni ombrello costa 19 yuan (circa 3 euro), con un’aggiunta di 0.50 yuan per ogni mezz’ora di utilizzo, e Zhao ha confermato di aver perso 60 yuan (8 euro) per ogni ombrello perso, possiamo constatare che la sua azienda ormai è in rosso. Tuttavia l’imprenditore non vuole ammettere il fallimento e pensa addirittura a estendersi su tutto il territorio cinese entro la fine dell’anno.

Per ironia della sorte, una ben più nota azienda di Bike Sharing cinese ha invece dichiarato bancarotta la scorsa settimana, per aver perso più del 90% delle sue biciclette.

Forse questa nuova economia andrebbe rivista nel suo complesso, con sanzioni più severe per permettere alle aziende di non fallire.

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