La nuda verità

AlterEgo, il progetto del MIT per comunicare col pensiero

Arnav Kapur e Pattie Maes del MIT starebbero lavorando a un progetto che permette la comunicazione diretta fra uomo e intelligenza artificiale utilizzando semplicemente il pensiero. Telepatia in arrivo sui nostri scaffali?

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Arnav Kapur, uno dei ricercatori del MIT, utilizza AlterEgo

Due ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), Arnav Kapur e Pattie Maes, hanno messo a punto un dispositivo chiamato AlterEgo che, grazie a dei sensori e a un sistema d’intelligenza artificiale, è in grado di stabilire un dialogo con il suo utilizzatore, senza l’uso della parola.

La comunicazione avverrebbe infatti tramite il pensiero e sarebbe attualmente incentrata sulla ricerca Google: basta pensare alle chiavi di ricerca desiderate affinché sul nostro viso vengano prodotti degli impercettibili segnali neuromuscolari associati al suono delle parole pensate. Tale processo è definito subvocalizzazione e avviene automaticamente quando pensiamo a una frase, senza doverla pronunciare.

Arnav Kapur fa la spesa assieme a AlterEgoCGTN
Arnav Kapur fa la spesa aiutato da AlterEgo

AlterEgo presenta 4 sensori che rilevano i segnali, subito dopo l’intelligenza artificiale legge tali segnali, ne interpreta il significato e avvia la ricerca su Google. La risposta, corredata dei risultati, viene poi comunicata all’orecchio dell’utente che si avvale di AlterEgo tramite una cuffia speciale, a conduzione ossea, che trasmette il suono all’orecchio interno, e non al timpano come accade con le normali cuffie. In tal modo nessuno può sentire la risposta del dispositivo e, allo stesso tempo, l’utilizzatore può comunque percepire i rumori ambientali.

La messa a punto di AlterEgo ha richiesto ben 31 ore, durante le quali i ricercatori hanno insegnato all’intelligenza artificiale a come interpretare i segnali neuromuscolari dell’utente. Inizialmente si pensava fossero necessari ben 16 sensori, poi la conclusione che ne bastano 4 per ottenere lo stesso risultato.

In seguito è arrivata la fase di testing, dove AlterEgo ha dato il meglio di sé, dimostrando di saper “leggere nella nostra mente” le cifre da 0 a 9 e più di 100 parole diverse. Il dispositivo è stato anche in grado di dare all’utente informazioni quali l’ora locale di altri fusi orari, le mosse da compiere in una partita di scacchi e i risultati di calcoli matematici.

Arnav Kapur gioca a scacchi con il dispositivo AlterEgoCGTN
Arnav Kapur gioca a scacchi con AlterEgo

Un progetto dunque davvero promettente, che permetterebbe di avere a portata di mano un assistente virtuale veloce e sicuro, dato che non bisognerebbe più, ad esempio, pronunciare la propria password a voce alta. Tanto AlterEgo la conosce partendo dai tuoi segnali neuromuscolari.

AlterEgo però non è il primo sistema messo a punto in ambito “lettura del pensiero”. Anche Neuralink, progetto di Elon Musk, tenta di captare l’attività elettrica del cervello, ma grazie a strumenti più complicati e ardui da posizionare.

In ogni caso, speriamo che AlterEgo possa diventare presto realtà e, magari, non evolversi in futuro in una sorta di intelligenza artificiale avversa agli umani.

Skynet docet.

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