iPad 3G, ecco le tariffe italiane

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Ma l'America è molto lontana
Il tablet Apple arriverà in Italia a fine mese ma si iniziano a conoscere le tariffe per la navigazione web decise dagli operatori: prezzi e condizioni assai meno convenienti rispetto agli Stati Uniti, ma in linea con gli altri paesi europei
di MAURO MUNAFO'


COME ormai sanno tutti gli appassionati, l'iPad verrà venduto in due "modelli" differenti: uno che può collegarsi solo in wi-fi e l’a ltro che ha a disposizione anche la rete 3G, solitamente usata da cellulari e modem usb (le chiavette dei portatili). Chi sceglie il modello wi-fi dovrà impegnarsi in prima persona per trovare un hotspot a cui collegarsi (operazione assai complicata in Italia), mentre coloro che opteranno per il modello wifi+3G, spendendo cento euro in più, avranno anche la possibilità di usare la rete mobile. Ed è in questo caso che entrano in gioco gli operatori, che forniscono le schede microSim e le tariffe per collegare l’iPad alla rete.

LA TABELLA DELLE OFFERTE 1

Gli operatori. I primi a pubblicizzare le tariffe italiane per il tablet di Cupertino sono stati Vodafone e Tre, mentre manca ancora all’appello Tim. L’operatore Tre ha rilanciato la sua offerta “Super Internet” che prevede 3 Gb di traffico per il prezzo di 5 euro al mese, ma è previsto a breve l’arrivo di nuovi piani. Vodafone ha svelato invece due piani tariffari: Internet facile Day e internet facile sempre, che consentono di navigare fino a 500 mb al giorno rispettivamente per 2 euro al giorno e 30 euro al mese. Piccola curiosità: in un primo momento Vodafone aveva pubblicato una tariffa da 5 euro al giorno ma, forse complici le proteste o per una semplice distrazione, in poche ore il prezzo è calato agli attuali 2 euro.

Niente flat e Voip. La prima delusione che arriva dalla tariffe fino ad ora conosciuta è la mancanza di una flat illimitata: con Tre il traffico oltre i 3 Gb costa 2 euro ogni 100 Mb, mentre con Vodafone oltre i 500 Mb al giorno si può navigare gratuitamente, ma con una connessione limitata a 64 kbps ovvero meno di un decimo rispetto ai 7,2 Mbps normali (quindi niente video e contenuti multimediali). Al cappio al traffico dati bisogna poi aggiungere le altre limitazioni, tra cui spicca quella per il Voip, il protocollo che permette di usare internet come un telefono ed è alla base di applicazioni come Skype. Il traffico Voip, non è una sorpresa, è spesso boicottato dagli operatori mobili perché in diretta concorrenza con il business delle chiamate tra cellulari. In questo caso, però, è la stessa Apple a inibire l'uso del Voip sul proprio dispositivo. Quindi, nonostante l'offerta SuperInternet di Tre preveda 600 minuti giornalieri di chiamate Skype, questa possibilità su iPad è preclusa.

Usa, Europa, Pisanu. Spostandosi dall’Italia e guardando i piani degli altri paesi in cui l’iPad è stato annunciato (o dove è già arrivato), si nota subito una netta distinzione tra la situazione statunitense e quella europea. Il paese a stelle e strisce è il più fortunato visto che attraverso l’offerta di At&t gode di un piano traffico illimitato da 29,9 dollari al mese (meno di 20 euro), a cui si deve poi aggiungere la possibilità di usare tutti gli hotspot wi-fi di At&t presenti sul territorio (e sono oltre 20 mila). L’assenza di combinazioni di tariffe wi-fi e 3G è in effetti una eccezione quasi solo italiana: negli Usa e in altri paesi europei all’interno dello stesso piano tariffario viene offerta la possibilità di usare il normale wi-fi offerto sul territorio. La criticata legge Pisanu 2, che obbliga all’identificazione degli utenti su una rete, ha di fatto cancellato la possibilità che in Italia si sviluppasse una rete di hotspot paragonabile a quelle europee e americane.

Se le condizioni statunitensi sono di gran lunga quelle economicamente più vantaggiose, i vari stati europei presentano enormi differenze. A colpire, oltre alle già citate combinazioni di offerte wi-fi e 3G (che permettono quindi di non dover aderire a ulteriori abbonamenti per la banda larga), è la diffusione di “ regole” per l’uso della banda mobile. Sia Vodafone che Orange prevedono infatti un “fair usage” che, in poche parole, limita o vieta delle tipologie di traffico (Voip e p2p) in certe fasce orarie o per tutta la giornata. Chi mal sopportava le imposizioni di Apple per le applicazioni disponibili sull’AppStore, adesso dovrà vedersela anche con gli operatori.


Via repubblica.it

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