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Persi 540 kg di cannabis, la colpa? È dei topi dipendenti dalla sostanza

Scompaiono 540 kg di cannabis dal magazzino di una caserma argentina: gli agenti danno la colpa ai topi "dipendenti" dall'erba.

Biagio Petronaci Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

La foto di un ratto

La polizia locale di Pilar, nella provincia di Buenos Aires, Argentina, è stata interrogata dagli organi di supervisione interna successivamente alla scomparsa dai depositi della caserma di 540 kg di marijuana sequestrata. Gli agenti sotto interrogatorio si sono giustificati in un modo molto particolare: la sostanza sarebbe stata consumata dai topi.

In seguito all'avvicendamento ai vertici del commissariato di Pilar, avvenuto nel 2017, è stato redatto l'inventario delle merci sequestrate, presenti nel magazzino della caserma. Si tratta di una pratica obbligatoria, nel caso di cambio di comando di una caserma. 

L’inventario ha fatto così emergere che una parte ingente dei 6 mila chilogrammi di marijuana, quantità attestabile dai documenti redatti gli anni precedenti, è sparita. Per la precisione la parte mancante sarebbe di ben 540 kg.

La foto di un topo
Sarà stato lui?

Il giudice Adrián González, chiamato a far luce sulla vicenda, ha voluto sentire spiegazioni dal nuovo comandante della caserma e da tutti i militari. I quattro poliziotti si sono giustificati con una storia che, però, non ha convinto il giudice, anzi. La marijuana sparita sarebbe stata divorata da alcuni ratti presenti nel deposito e ormai dipendenti dalla cannabis.

La droga era in uno stato di assoluta siccità, dato che era rimasta in magazzino per circa due anni, ciò ci ha spinto a chiederci se un gruppo di roditori potesse consumare tanta marijuana. Gli esperti consultati hanno però affermato che era molto improbabile. I topi sarebbero morti e nessuna carcassa dei roditori è stata trovata nel deposito.

Sono queste le parole, usate dagli investigatori in una nota, che sembrano non essersi proprio convinti dalla strampalata giustificazione dei poliziotti.

La mancanza di prove dell’esistenza di questi topi fattoni hanno convinto il giudice a proseguire le indagini; la prossima udienza è fissata per il mese prossimo.

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