Il meglio del peggio

Penka la mucca accusata di essere clandestina e condannata a morte

Questa è la storia di Penka, mucca clandestina che scappata dall'UE e non potè farne ritorno. Ora è corsa per aiutarla ed evitarne la soppressione

Giovanni Rispo Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

La mucca Penka The Sun

Questa è la storia di Penka, una mucca bulgara che uscì dall’Unione Europea e non potè più rientrare. Ora è corsa per cercare di salvarla da un tragico destino.

Tutto è accaduto una sera di qualche settimane fa, nel villaggio di Kopilovtsi in territorio bulgaro ma vicinissimo al confine con la Serbia. Non si sa ancora esattamente la dinamica, ma pare che un lupo abbia minacciato la mandria che viveva tranquilla la serata. Impaurita - probabilmente - Penka, una mucca a pochi giorni dal parto, scappa per salvarsi la vita e liberarsi dal lupo.

Scappa, ma nella direzione sbagliata. Scappa verso il confine, scappa verso la Serbia. Esce dall’Unione Europea, Cowexit (ok, pessima battuta). I giorni che seguono sono di piena preoccupazione per Ivan Haralampiev - proprietario dell’animale - e i suoi figli. La cercano disperatamente ovunque. Alla fine si rivolgono alle autorità locali e ne denunciano la scomparsa.

Ma la speranza è l’ultima a morire, e Penka viene ritrovata oltre il confine. Esattamente nel villaggio di Bosilegrad. Non se la passa male. La popolazione locale l’ha trovata, accolta e accudita con tanto amore. In preda alla gioia Ivan giunge dalla sua mucca, la fa visitare da un veterinario serbo che conferma il perfetto stato di salute dell’animale e il parto imminente - poco meno di tre settimane -.

Montaggio che mostra Penka e il suo proprietarioOdditycentral

Ivan Haralampiev allora la prepara per il viaggio e arrivato al confine con la Bulgaria avviene il colpo di scena. Nonostante Penka sia nata e vissuta in Bulgaria non può rientrare a casa. Non è provvista di documenti necessari, non c’è una dichiarazione della sua uscita dal territorio UE. La Legge parla chiaro: gli animali che circolano in UE devono essere accompagnati da documentazione, chi non è provvisto non entra. Almeno non da vivo. Per questo ne viene ordinata la soppressione.

Non ci sono santi a cui appellarsi. Nonostante l’animale sia gravido. Nonostante la dichiarazione veterinaria di buona salute. La legge è legge e va applicata, Penka potrebbe essere malata e contagiare il resto della sua mandria. In via precauzionale l’animale va abbattuto.

Ha lasciato i confini dell’UE e non può essere rimpatriata nell'Unione europea

ha dichiarato disperato Ivan Haralampiev in un’intervista al network bulgaro BNT TV che potete vedere qui sotto (ammesso che conosciate la lingua). 

Ora è una corsa contro il tempo per cercare di riportare Penka a casa. Politici e animalisti si sono impegnati affinché oltre al regolamento viga il buon senso e hanno lanciato una petizione su change.org che al momento della stesura di questo articolo ha raggiunto quasi le 18.400 firme su 25.000 richieste.

Speriamo che alla storia della povera Penka possa essere aggiunto un bel lieto fine.

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