Il meglio del peggio

La singolare protesta di un uomo in mutande

Jeffrey Shaver è protagonista dell'emozionante battaglia per riavere il suo amato bong. Come condurrà la sua protesta? Ovviamente fumando marijuana, in mutande e davanti la stazione di polizia!

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Il faccione barbuto di Jeffrey Shaver

Jeffrey Shaver, uomo di 31 anni, è diventato subito virale in rete dopo essere stato fotografato mentre protestava in mutande davanti a un palazzo di giustizia, inneggiando al grido “ridatemi il mio bong e la mia marijuana”, mentre fumava con un altro bong!

Dopo essere stato arrestato ingiustamente per possesso di marijuana poiché necessaria per questioni mediche (aveva anche la dovuta certificazione medica), il nostro Shaver ha pensato bene di protestare in maniera del tutto inusuale proprio davanti alla sede dell’istituzione che l’aveva condannato. Il tutto non sarebbe così paradossale se non fosse che Jeffrey ha deciso di sfidare la legge indossando solo un paio di minuscole mutande.

Jeffrey protesta in mutandeJeffrey Shaver
Jeffrey rivuole il suo bong

Ho la certificazione legale per il possesso di marijuana. Cinque mesi dopo averla ottenuta, sono stato arrestato per possesso di marijuana, nonostante avessi la certificazione con me. Quindi, due giorni dopo sono tornato per fumare marijuana sul prato della stazione di polizia. Mi hanno arrestato di nuovo e sono andato in galera per la prima volta in vita mia. Mi hanno trattenuto in prigione per 16 ore e si sono rifiutati di restituire il mio bong.

Shaver ha affermato inoltre, stando a Oddity Central, di aver bisogno di fumare per trattare l’ansia, la depressione e il dolore alla schiena. Adesso rivuole indietro il suo bong e non smetterà di protestare fin quando non sarà di nuovo fra le sue braccia.

Inizialmente aveva cominciato a fumare davanti al palazzo di giustizia completamente vestito, senza riuscire però ad attirare l’attenzione, e da lì l’idea delle mutande striminzite al limite della decenza.

Jeffrey ha poi affermato, quasi con un tono minaccioso:

Ho diversi colori di mutande. Il primo giorno avevo delle mutande rosa, poi un paio giallo con disegnati dei peperoncini verdi. E ho ancora parecchie varietà da utilizzare per continuare la protesta.

A quanto pare la sua idea ha avuto l’effetto sperato, considerato che ha dovuto subito cambiare le impostazioni del suo account Facebook per le numerose richieste d’amicizia ricevute da perfetti sconosciuti.

Ho ricevuti tanti giudizi positivi dalla gente. Spero che la mia battaglia possa portare i riflettori sul problema.

La polizia si è rifiutata di pronunciarsi in merito, al di là di qualche frase di circostanza:

Ci rivolgeremo al signor Shaver per informarlo su eventuali revisioni del caso e risolvere il problema. Siamo consapevoli del suo disagio e vogliamo assicurargli che non è stato ignorato. Riceverà presto risposta alle sue domande.

Sembra dunque che le autorità stiamo lavorando seriamente al caso del povero Jeffrey Shaver. Una cosa però è certa: vedere un uomo cresciuto protestare in mutande e mentre si gode la sua marijuana davanti a una stazione di polizia è a dir poco assurdo!

Facciamo tutti il tifo per Jeffrey, eroe senza vergogna!

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