Il meglio del peggio

L’IA in grado di riconoscere l’orientamento sessuale dalla faccia

Ci giunge notizia di un inquietante studio condotto a Stanford, secondo cui un software sarebbe in grado di determinare l’orientamento sessuale analizzando i lineamenti facciali.

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Il processo di analisi facciale

Uno studio condotto dalla celebre Università di Stanford parla di un’intelligenza artificiale in grado di appurare se le persone in una foto siano omosessuali o eterosessuali. L’indagine in questione pone ovviamente una serie di dubbi, partendo da quanto può ritenersi giusto effettuare un riconoscimento facciale, violando così la privacy di una persona e generando potenziali casi di discriminazione.

Lo studio, presto pubblicato sulla rivista Journal of Personality Social Psychology e riportato da New Atlas, parla di un algoritmo in grado di fare una distinzione fra omosessuali ed eterosessuali con un’accuratezza elevatissima.

Sono state analizzate oltre 130mila foto di più di 36mila uomini e 170mila immagini di più di 38mila donne, tutte rese disponibili su un sito statunitense di appuntamenti. Questa enorme quantità di materiale è stata oggetto di approfondimenti per stabilire parametri precisi di riconoscimento da parte dell’IA, un software denominato Vgg-Face.

Il software in azioneNew Atlas
Vgg-Face in azione

I responsabili della ricerca, Michal Kosinksi e Yilun Wang, affermano che uomini e donne presentano caratteristiche di genere atipiche, espressioni, strutture morfologiche e atteggiamenti tali da poter dire che i gay apparirebbero più femminili e viceversa. Stando ad altri dati analizzati i gay avrebbero una mascella più affusolata e sottile, un naso più lungo e una fronte più spaziosa rispetto agli eterosessuali, mentre per le lesbiche abbiamo fronti più piccole e mascelle più massicce rispetto alle donne eterosessuali.

Giudici umani hanno indovinato l’orientamento sessuale dei soggetti esaminati con un’accuratezza minore rispetto al programma. Ulteriori esperimenti, hanno addirittura ottenuto una precisione del software del 91% per gli uomini e dell’83% per le donne.

Un'immagine dei dati ottenutiNew Atlas
Alcuni dei dati ottenuti dallo studio

Michal Kosinksi e Yilun Wang hanno rilasciato quindi delle considerazioni al riguardo:

I volti contengono molte più informazioni sull'orientamento sessuale di quante ne possa evincere il cervello umano. I dati ottenuti in questo studio potrebbero inoltre avvalorare la tesi riguardo l’esposizione a determinati ormoni che determinano l’orientamento sessuale prima ancora della nascita.

Il minore tasso di successo registrato dallo studio riguardo le donne confermerebbe, sempre secondo Michal Kosinksi e Yilun Wang, una maggiore “intercambiabilità sessuale” da parte le donne.

Fatto sta che una ricerca del genere sembra proiettare l’umanità più verso il passato che nel futuro.

Parliamoci chiaro, ridurre gli orientamenti sessuali in base ai lineamenti facciali di una persona o semplicemente a dei fattori biologici è un qualcosa di assolutamente superficiale, oltre che ricondurci la mente alle teorie naziste sui gay, secondo cui l’omosessualità era considerata una malattia da curare.

Dunque non possiamo far altro che appellarci alla sanità mentale dei due studiosi e gridare a gran voce: ragazzi, riprendetevi!

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