Il meglio del peggio

Dieci anni di prigione per colpa di una busta di tè alle erbe

Fate attenzione se attraversate il confine con strane bustine di tè!
Erbe per il tè Rilke/Wikimedia Commons

Ordinare un sacchetto di tisana su internet sembra una cosa normale ma un ragazzo russo è finito dietro le sbarre proprio per colpa di una bustina di tè alle erbe.

L’incredibile e triste storia di Alexei Novikov è iniziata un paio di anni fa, nel settembre del 2015 quando l'uomo di 34 anni stava andando a prendere sua moglie e sua figlia, che vivevano nella regione russa di Samara. Per accorciare il viaggio, Novikov ha deciso di tagliare passando per il Kazakistan e, per evitare ogni problema, si è diretto al posto di frontiera sulla strada per Isikul. Una volta lì, ha chiesto alle guardie se poteva attraversare il confine a piedi. Queste hanno acconsentito ma prima hanno richiesto di poter ispezionare il suo zaino.

Sacchetto di tè alle erbe DiabetisanRadio Liberty

Durante l’ispezione tra i vari oggetti c’era anche un sacchetto di plastica con l’etichetta "Diabetico" contenente una miscela di diverse piante essiccate. Alexei ha spiegato che, come suggerito dal nome del prodotto, si trattava di una tisana naturale per la prevenzione del diabete. La busta di erbe riportava anche una descrizione in spagnolo

Contiene sei erbe uniche per la prevenzione e il trattamento del diabete.

Alexei incitava anche le guardie a prepararne qualche tazza per provarlo. Queste ultime invece erano molto sospettose nei confronti del sacchetto di tè tanto che hanno fatto intervenire un cane da fiuto. Non avendo fiutato nulla di sospetto però, il Cocker Spaniel si allontanò senza problemi dal tè. Le guardie di frontiera hanno però evitato di scriverlo nel loro rapporto, ma il filmato di sorveglianza successivamente richiesto dall'avvocato di Novikov ha mostrato chiaramente che il cane non ha fiutato alcuna sostanza illegale nella borsa di Alexei.

Al ragazzo è stato infine concesso di attraversare il confine, ma la borsa contenente

Una sostanza verde scura di origine vegetale con un caratteristico odore di tè alla menta.

(come indicato nel rapporto) è stata confiscata alla presenza di un testimone. Il trentaquattrenne non ha obiettato, ma ha cercato di spiegare che aveva importato il tè dal Perù come supplemento per la salute.

Tre mesi dopo l'incidente di confine, Alexei Novikov è stato inserito nell'elenco dei criminali ricercati dalla Russia e il 29 gennaio 2016 è stato arrestato per "acquisizione illegale di stupefacenti" e "traffico di droga". Il giovane è stato portato a 800 km di distanza dalla sua abitazione in un centro di detenzione di massima sicurezza e nel novembre del 2016, Novikov è stato condannato a 10 anni e un mese in una rigida colonia carceraria.

L'avvocato di Alexei sostiene che il caso è una vergogna per il sistema giudiziario russo e afferma che le prove presentate dall’accusa sono state falsificate: ad esempio, il sigillo che era stato utilizzato per chiudere la bustina di tè al momento del sequestro non è lo stesso di quello presentato in tribunale, infatti, il primo aveva la firma di un ufficiale più anziano mentre il secondo quella di un giovane ufficiale che aveva già finito il turno quando Alexei arrivò sul posto di frontiera. Inoltre, la borsa presentata in tribunale non conteneva la descrizione in spagnolo del contenuto e nel rapporto redatto dalla guardia di frontiera la frase "una sostanza verde scuro con un odore di menta" era stata sostituita con "una sostanza marrone con un odore acuto e specifico".

Tazza di tèJubair 1985/Wikimedia Commons

Andrei Vlasov, avvocato di Novikov, sostiene che il giudice Beloborodov del tribunale della città di Isilkul non ha nemmeno preso in considerazione l’ipotesi di manomissione delle prove, e dal momento che la relazione dell'esperto ha concluso che la sostanza confiscata risultava positiva per "cannabinoidi sintetici" noti anche come "Spice" ha condannato Alexei a oltre un decennio di carcere.

Nonostante tutte le questioni evidenziate dall'avvocato di Novikov in tribunale e il suo appello ai tribunali superiori non c’è stato nulla da fare e il ragazzo è stato arrestato.

Come può Novikov sapere o supporre che ci siano sostanze stupefacenti nel tè che ha comprato su Internet? Non si è nascosto alle guardie di frontiera, ed è andato al posto di blocco con ingenuità, senza cercare di nascondere il pacchetto, lo ha tenuto nello zaino in un posto ben visibile e lo ha mostrato subito, alla prima richiesta.

L'avvocato Sergei Eremin ha inoltre aggiunto

La colpa per cui è condannato l’imputato suggerisce degli intenti diretti, se questi non ci sono allora non ci può essere crimine. Sia il tribunale cittadino di Isilkul che la corte regionale di Omsk hanno violato il principio fondamentale di uno stato civile - la presunzione di innocenza.

Il mese scorso, l'avvocato di Alexei è riuscito a far esaminare il suo caso da un'altra giuria, che ha respinto l'accusa di "acquisizione di stupefacenti", ma ha mantenuto quella di "contrabbando di droga" e per questo hanno deciso di lasciare invariata la pena detentiva dell'imputato, 10 anni e un mese.

Il caso di Alexei Novikov è diventato un punto centrale degli attivisti russi per i diritti umani che hanno promesso di chiedere l'abrogazione e presentare un'altra denuncia alla Corte Suprema della Federazione Russa. Nel frattempo, Novikov è bloccato in prigione, sua moglie è stata privata dei diritti dei genitori e la loro figlia è stata affidata alla nonna.

Chi l’ha detto che il tè non fa male?

Ti è piaciuto questo post? Votalo!

Ti potrebbe interessare anche:

Iscriviti alla newsletter di FlopTV

Riceverai il meglio del nostro peggio anche via email!

Iscrivendoti acconsenti alle condizioni d'uso di FlopTV