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Suburra, la nuova serie TV italiana, presentata al Festival di Venezia

L'Italia debutta nelle serie TV Netflix con Suburra. Ecco tutte le rivelazioni condivise dal team creativo durante il Festival del cinema di Venezia.

Biagio Petronaci Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Il team creativo della prima serie italiana disponibile su Netflix

Suburra è la prima serie televisiva italiana presente nel vasto e ricco catalogo Netflix.

Co-prodotta da Cattleya e Rai Fiction, Suburra sarà un prequel dell’omonimo film e analizzerà la vicende di alcuni personaggi già noti, ovvero: Numero 8, interpretato da Alessandro Borghi, Spadino, interpretato da Giacomo Ferrara e Lele, definito da Eduardo Valdarnini.

Queste serie TV si è rivelata una grande sorpresa al Festival del cinema di Venezia, in corso in questi giorni, rubando l’attenzione di moltissimi giornalisti.

Ecco il trailer ufficiale diffuso da Netflix.

Suburra mostra un nuovo volto della capitale, divisa dalla mafia e dal Vaticano.

Abbiamo deciso di ambientare Suburra in una zona franca. L'idea del prequel nasce dalla voglia di essere liberi di raccontare quello che ritenevamo importante. Volevamo lavorare con personaggi che fossero un po' più giovani, che avessero maggiori energie. Abbiamo ritenuto giusto sfruttarli nella loro forza, ad esempio abbiamo messo lo Zingaro contro il suo peggior nemico, un personaggio di Ostia. Aspiravamo a realizzare un racconto di formazione dominato dalla fame di conquista.

Ha detto Barbara Petronio, la sceneggiatrice della serie TV, parlando di come è nata l’idea del prodotto.

I primi episodi, trasmessi in anteprima al festival, sono stati diretti da Andrea Molaioli, Giuseppe Capotondi e Michele Placido.

Proprio Placido è stato uno dei primi a comprendere la reale potenzialità di questo prequel.

Michele Placido ha già partecipato al Festival del cinema di Venezia con un film che è risultato un vero e proprio flop, Ovunque sei. Lo stesso regista ha lavorato, subito dopo, ad una serie TV di grande successo, come Romanzo Criminale.

La Rai sta cambiando, ha scelto di collaborare a un progetto forte. Dobbiamo cambiare noi e avere persone che lavorino in modo nuovo.

Ha affermato Placido ai numerosi giornalisti.

Riccardo Tozzi, il produttore, ha invece sottolineato la sua felicità nel lavorare per un committente globale, così come lo ha definito lo stesso Tozzi, come Netflix. Il produttore ha affermato:

Prima di tutto a fare queste nuove serie ci si diverte tantissimo. Ogni committente è diverso, lo specifico di Netflix è il suo essere globale. Netflix richiede prodotti forti e autentici, che possiedano una potenza narrativa e siano radicati in un contesto locale, ma che sappiano parlare a tutto il mondo.

Claudia Gerini sarà l’attrice che presterà il volto al personaggio più rappresentativo dell’intera serie televisiva.

L'attrice, parlando del personaggio da lei interpretata, ha dichiarato:

Ho combattuto per avere questo ruolo che è diverso da tutto quello che ho fatto. Sara Monaschi è una donna ambiziosa, è il revisore dei conti in Vaticano. Una donna in Vaticano è qualcosa di molto raro, lei è vicina al presidente della commissione del patrimonio immobiliare della Santa Sede. E' una donna capace nella sue relazioni, fa parte della Roma che conta, quella dei salotti, conosce i segreti della Santa Sede e di un elemento corrotto della chiesa, il monsignore con cui lavora. Suburra è un crime drama action forte e ironico dotato di un linguaggio nuovo e irriverente. Sono orgogliosa di far parte di questo cast e aver lavorato con due registi così importanti.

Il padrino del Festival del cinema di Venezia, Alessandro Borghi, ha anche spiegato la principale differenza tra la serie TV e la versione cinematografica di Suburra, affermando:

Liberarsi del numero 8 è stata una grande possibilità perché ho potuto creare un personaggio che avesse molta meno consapevolezza del potere, un personaggio che ha una famiglia ed è coinvolto nelle sue dinamiche. Vuole trovare un posto nel mondo e per farlo si interfaccia con mondi a cui non era affatto abituato.

Barbara Petronio ha anche aggiunto che i collegamenti della serie TV con la politica sono chiari perciò viene spontaneo chiedere se nel futuro Suburra si accosterà a Gomorra o ad House of Cards.   

È la Roma come la interpretano i registi e gli attori. La politica la studiamo e la leggiamo, ma poi la mettiamo al servizio del racconto. Ci spaventa come cittadini, non come scrittori.

Così ha concluso la Petronio.

Anche lo scrittore del libro da cui è tratto Suburra, Giancarlo De Cataldo, ha voluto rilasciare alcune brevi frasi:

Questa è una Roma che possiede elementi di realismo, ma è soprattutto la Roma del racconto. Non volevo scrivere un saggio sulla corruzione di Roma o non l'avrei intitolato Suburra. Un racconto è un'interpretazione, quindi è sempre fiction.

Suburra è pronta a sbarcare su Netflix a partire dal 6 Ottobre 2017.

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