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Scoperta nuova forma del DNA: gli i-motif

Il mondo della biologia non smetterà mai di stupirci. Alcuni scienziati australiani sono riusciti infatti a scoprire una nuova forma del DNA: gli i-motif. Eccezionale!

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Il DNA che forma gli i-motif

Alcuni ricercatori del Garvan Institute of Medical Research, Australia, hanno fatto una sensazionale scoperta sul DNA, o meglio, sulla sua distribuzione spaziale. Le molecole che formano il DNA sarebbero infatti in grado di aggrovigliarsi e formare nuove architetture all’interno delle cellule, mai viste prima d’ora in laboratorio. Ma partiamo con ordine.

Ogni cellula del corpo umano contiene delle informazioni genetiche uniche, scritte nel DNA composto da 4 basi azotate: A (adenina), C (citosina), G (guanina) e T (timina), in grado di legarsi fra loro in una struttura a doppia elica scoperta nel 1953 dagli scienziati Watson, Crick e Wilkins.

La struttura a doppia elica del DNAGizmodo
La doppia elica del DNA

Premesso ciò, grazie alle nuove tecnologie è stato possibile individuare una nuova architettura del DNA, denominata i–motif, che viene spiegata in questi termini da uno degli addetti ai lavori, Marcel Dinger:

Nella cosiddetta struttura che presenta i nodi, le citosine che appartengono a una stessa fila dell’elica di DNA si legano fra loro. Così questa nuova forma adesso scoperta è diversa dalla classica doppia elica, dove le lettere sulle file opposte si riconoscono e le citosine si legano con le guanine.

La forma i–motifGizmodo
La struttura i–motif vista da vicino

Gli esperti avevano già notato prima questa forma, ma solo adesso è stato possibile riprodurla in vitro in laboratorio. Per ottenere un risultato del genere, è stato un utilizzato un frammento di un anticorpo (gli anticorpi sono proteine di difesa del nostro sistema immunitario) che è in grado di legare in maniera specifica la nuova struttura i-motif. Praticamente il frammento di anticorpo ha nel processo il ruolo di un pennarello evidenziatore che evidenzia solo gli i-motif.

I nodi che vanno a formare la nuova struttura però non sono fissi, si sciolgono ripetutamente e velocemente in diversi punti.

Gli i-motif si formano inoltre in un arco temporale in particolare del ciclo vitale di una cellula, nella fase G1, quando avviene la lettura del DNA.

Adesso il compito dei ricercatori sarà quello di scoprire a cosa servono gli i-motif e se possono in qualche maniera influenzare la nostra salute e l’insorgere delle malattie.

Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi, consapevoli ormai che il mondo della biologia non smetterà mai di stupirci.

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