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Scienziati creano i primi veri ologrammi 3D

Quando la fantascienza incontra la realtà, non si può non pensare alla nuova scoperta di alcuni ricercatori della Brigham Young University, che hanno creato i primi veri ologrammi in 3D!

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Joi in Blade Runner 2049

I ricercatori della Brigham Young University dello Utah sono riusciti a fare ciò che finora era considerato fantascienza pura: creare degli ologrammi 3D visibili da ogni angolazione, vere e proprie sculture di luce tridimensionali in movimento. Per guardarle non hai neanche bisogno di occhiali speciali.

La notizia viene direttamente dalla celebre rivista scientifica Nature. Dagli addetti ai lavori tali immagini 3D sono chiamate “immagini volumetriche”, poiché costituite da spazio tridimensionale, un risultato ottenuto creando una “trappola di luce” o “Optical Trap Display”. Essa consiste nell’utilizzare dei laser per intrappolare delle particelle (di cellulosa nel caso dell’esperimento alla Brigham Young University) e farle muovere velocemente nello spazio seguendo un percorso preciso. A questo punto altri laser dei 3 colori primari (rosso, giallo e blu) illuminano la particella oggetto di studio lungo il suo percorso, praticamente come dei pennelli laser che la colorano. E così appare l’immagine 3D.

Joi e l'Agente K in una scena di Blade Runner 2049Warner Bros. Pictures
Joi di Blade Runner 2049 potrebbe un giorno diventare reale

Il disegno, afferma il fisico Roberto Di Leonardo, si effettua un pixel alla volta, spostando nello spazio tridimensionale la particella di cellulosa, che diffonde la luce laser da cui viene colpita.

A dir poco affascinante, non trovi? Dunque c’è da aspettarsi che, prima o poi, il messaggio di aiuto di Leia ad Obi-Wan Kenobi in Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza diventi realtà.

Il messaggio di aiuto di Leia a Obi-Wan Kenobi in Episodio IVDisney
Aiutami Obi-Wan Kenobi, sei la mia unica speranza!

Le immagini ottenute attualmente sono di dimensioni ridotte, ma presentano un’altissima risoluzione. A detta dei ricercatori, le immagini volumetriche potranno un giorno essere sfruttate in campo medico per istruire i chirurghi a eseguire interventi complessi tramite la visualizzazione del corpo umano in 3 dimensioni. Oppure si riuscirà ad ottenere mappe in 3D per controllare il traffico aereo. Insomma, le possibilità sono infinite.

La realtà virtuale senza bisogno di visori appositi è quindi ormai alle porte.

E tu sei pronto a essere proiettato nel futuro?

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