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Punisher Collection Vol. 3 - La fine della guerra - La recensione

Il Punitore è inca**ato e brama vendetta!

Mario Spagnoletto Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Il Punitore non va per il sottile

Punisher Collection Vol. 3 - La fine della guerra è il sequel diretto del primo volume della Punisher Collection (qui la nostra recensione), e riprende la storia esattamente da dove era finita.

***SPOILER***

Dopo lo scontro finale (e brutale) contro Bullseye, il Punisher si trova rinchiuso in una prigione di massima sicurezza. L'enorme influenza di Kingpin lo raggiungerà anche in prigione?

Questo volume raccoglie gli ultimi numeri della run di Jason Aaron e Steve Dillon. Non mi soffermerò sui bellissimi disegni di Steve Dillon, sarebbe tempo sprecato.

Se non ci credi ecco sotto qualche tavola che lo dimostrano.

Jason Aaron crea una delle run più apprezzate del Punisher, non facendo rimpiangere per niente la bellissima e lunghissima run di Garth Ennis (Preacher, The Boys).

Il Punisher è ormai vecchio ma mai stanco, non si tira indietro di fronte alla battaglia. Il nostro affronterà anche Elektra in questo volume, in uno scontro brutale ma neanche lontanamente paragonabile a quello contro Bullseye.

Kingpin è sempre chiuso nella sua torre dalla quale non esce mai per paura di essere ucciso, e perdere il controllo della città, rendendo vano il sacrificio del figlio.

Lo scontro tra Kingpin e il Punisher è più psicologico che fisico (alla fine il combattimento ci sarà, non temere), i due sono sempre sul filo del rasoio.

La storia scorre molto velocemente, i dialoghi sono snelli e diretti ma mai banali (non mancheranno parolacce ed epiteti poco carini). Aaron riesce a destreggiarsi bene in mezzo a tanti personaggi, dando ad ognuno il giusto spazio. Nulla è lasciata al caso.

Degne di nota sono le tavole di Steve Dillon che affiancano le scene del Punisher che trascorre del tempo con la sua famiglia e del Punisher in prigione. Con dei semplici disegni si riesce a capire la verità su Castle, per lui la famiglia è una sorta di 'prigione', una restrizione. Senza la sua famiglia Frank Castle è libero di essere il Punisher, l'uomo violento e senza scrupoli che tutti conosciamo.

Jason Aaron si conferma uno sceneggiatore scrupoloso e capace, uno dei migliori in circolazione.

In appendice al volume troviamo una storia autoconclusiva sceneggiata sempre da Aaron ma disegnata da Roland Boschi.

L'edizione della Panini Comics è un cartonato di pregevole fattura, con un rapporto qualità/prezzo come sempre ottimo. Un altro punto a favore di questa edizione è la mancanza del numerino sulla costina del fumetto, nel caso in cui qualcuno non volesse collezionare tutti i volumi della Punisher Collection.

Ecco alcune foto dell'edizione presa in considerazione per la recensione:

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