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Il suicidio della sonda Cassini

Il 15 settembre 2017 è avvenuto il “suicidio” della povera sonda Cassini, dopo il suo lancio avvenuto nel lontano 15 ottobre del 1997.

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

La sonda Cassini scruta Saturno

La NASA non si smentisce mai e riesce a rendere spettacolare anche un evento “tragico” come la distruzione di una sonda dopo quasi vent’anni di attività nello spazio.

È questo il caso della sonda Cassini, la cui missione di studiare il sistema di Saturno ha avuto inizio il 15 ottobre del 1997 ed è terminata il 15 settembre scorso. L’avvenimento è stato a dir poco epico e le ultime immagini trasmesse dalla sonda prima del suo tuffo nell’atmosfera di Saturno sono state trasmesse dai mass media.

Cassini è bruciata come una stella cadente, dopo essere stata al servizio della scienza e dell’umanità, sbriciolandosi come un coraggioso “eroe di latta”.

Il tuffo è stato programmato appositamente per evitare che l’esaurirsi del carburante potesse renderla incontrollabile, provocandone ad esempio lo schianto su Encelado o Titano, le due lune di Saturno più promettenti nell'ottica di ospitare delle forme di vita.

Stando a La Stampa, la dipartita della sonda è avvenuta alle ore 12, 55 minuti e 46 secondi del 15 settembre, ora italiana.

La sonda Cassini in missioneNASA
La sonda Cassini durante la sua missione

La NASA e il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena sono però determinati a continuare l’esplorazione:

La nostra missione non finisce qui e bisognerà tornare a controllare se laggiù ci siano altre forme di vita. Da Marte a Titano, dalle comete ai pianeti extrasolari, che questa sia la strada giusta è chiaro. I tempi sembrano maturi. Ed è un traguardo che aiuta anche a trovare fondi e ad attrarre l’attenzione del pubblico.

La scorsa primavera infatti arrivarono notizie di nuove scoperte riguardo Trappist-1, sistema di 7 pianeti di cui uno presenta dimensione, massa e densità simile alla nostra amata Terra. La fine di Cassini e le scoperte fatte grazie alla sua attività sono state adeguatamente pubblicizzate dalla NASA, in modo ovviamente da ottenere fondi necessari per future missioni.

La sonda Cassini prima della partenzaNASA
La sonda Cassini prima del lancio

In particolare, sembra che sotto la crosta gelata di Encelado ci fosse un oceano di acqua, ipotesi resa plausibile dalle immagini ottenute da Cassini, che avrebbe visto sprigionarsi getti altissimi dal polo sud della luna.

Su Titano sono stati trovati laghi, fiumi e piogge di metano. Ricordiamo infatti che a 180° al di sotto dello zero il metano è in forma liquida e si comporta analogamente all’acqua sulla Terra.

Le componenti della sonda schematizzateNASA
Le componenti della sonda rapportate all'uomo

Sono state rinvenute anche molecole organiche e gli scienziati definiscono la chimica di Titano come “prebiotica”, perché il materiale organico, essendo così freddo, non è arrivato al punto di diventare materiale biologico, così che la vita potesse formarsi sulla luna in questione. Quest’ultimo dato proviene dal lander Hyugens, sganciato da Cassini e atterrato sulla luna Titano a gennaio del 2005.

La luna di Saturno chiamata TitanoNASA
Titano in tutto il suo splendore

Degli oceani si muoverebbero anche su Europa, una luna di Giove, al di sotto della superficie ghiacciata. Per questo motivo è già in programma una missione che vada a esplorare proprio Europa.

Siamo dunque tutti vicini alla sonda eroica Cassini e si spera i suoi “eredi” possano portare a scoperte altrettanto importanti.

Magari un nuovo pianeta abitabile ad esempio potrebbe essere l’ideale, in modo da sloggiare dalla Terra prima di una eventuale invasione aliena o esplosione nucleare!

E voi che ne pensate? Commossi dall’addio di Cassini?

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