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Da Harvard arriva il tatuaggio che si colora in base alla glicemia

Quando il tatuaggio abbatte la barriera del semplice gusto estetico e si mette al servizio della scienza medica. Diabetici di tutto il mondo, tatuatevi!

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Uno dei "tatuaggi biosensori" messi a punto ad Harvard

A quanto pare la moda del tatuaggio ha superato la barriera del semplice fattore estetico, mettendosi adesso al servizio della scienza medica. Secondo quanto diffuso infatti, alcuni ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, in collaborazione con l’Università di Harvard, hanno messo a punto il primo tatuaggio biosensore, in grado di cambiare colore in relazione al parametro clinico a cui è "sensibile".

Come funziona il tatuaggio biosensore

I tatuaggi biosensori, come già anticipato, risultano sensibili al variare di alcuni parametri specifici, dalla glicemia al pH, fino ad arrivare al sodio. Gli inchiostri speciali messi a punto dagli ingegnosi ricercatori sono di tre tipi differenti e cambiano colore in base alla concentrazione delle sostanze nei liquidi interstiziali (fluidi che occupano lo spazio fra le cellule).

Katia Vega, primo responsabile del progetto, afferma di voler rendere la pelle simile ad un "display interattivo", un indicatore semplice e immediato a cui fare riferimento per determinate terapie. Considerando ad esempio la concentrazione del glucosio nel sangue, l'inchiostro del tatuaggio vede un passaggio di colore dal blu al marrone scuro quando i valori di glicemia oltrepassano il limite. Per il pH invece osserviamo un viraggio del colore dal viola al rosa, mentre per la concentrazione di sodio il tatuaggio sviluppa una fosforescenza, se sottoposto ai raggi UV.

Le possibilità per il futuro

Il progetto Dermal Abyss ha ottenuto per ora ottimi risultati utilizzando all'interno della sperimentazione la pelle suina. Le possibilità messe a disposizione dal tatuaggio biosensore per la scienza medica sono molte, dato che esso permette di avere un quadro immediato dei processi metabolici dell'organismo. Dando semplicemente uno sguardo alla nostra pelle, il medico sarà in grado di monitorare il paziente già affetto o addirittura diagnosticare eventuali malattie.

Parlando di diabete, molto più facile "buttare l'occhio" su un po' di inchiostro che pungersi il dito più e più volte al giorno per sapere quanta insulina iniettare, non trovate?

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