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Film comici italiani: la lista definitiva dei migliori

Abbiamo realizzato per voi la nostra personale lista con i migliori film comici italiani, le pellicole fondamentali che un fan del genere deve assolutamente vedere. Buon divertimento!

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Benigni e Troisi in Non ci resta che piangere

Acclamata in tutto il mondo per gli interpreti nostrani che si sono cimentati nel genere, la comicità italiana è considerata patrimonio artistico, ma soprattutto umano, del Belpaese.

A causa della censura fascista, il genere comico verrà alla luce in Italia solo a partire dagli anni 40’ con Totò, che si afferma come uno dei migliori attori della storia del cinema italiano.

Dal sopracitato principe della risata Antonio de Curtis ad Alberto Sordi, Renato Pozzetto, Paolo Villaggio, Lino Banfi, fino ai più recenti Zalone e Maccio Capatonda,  il Made in Italy può vantare purosangue di tutto rispetto nella propria scuderia. La verve dei nostri maestri di comicità e ciò che riescono a trasmettere non solo tramite la parola, ma anche semplicemente coi movimenti del corpo, sono “doni innati” invidiati da tutto il mondo!

Dai numerosi talenti a nostra disposizione si sono, per forza di cose, originati altrettanti capolavori cinematografici, che definiscono il concetto stesso di essere italiano.

Proprio per questo abbiamo voluto creare questa lista dei migliori film comici italiani!

Potreste essere perdonati per non saper recitare a memoria la costituzione, ma non per esservi persi anche una sola delle pellicole che vi elencheremo in questa sede, in un viaggio all’insegna della risata e del divertimento. Non si tratta quindi di una classifica vera e propria, bensì di una sorta di elenco ragionato dei film che hanno contribuito a definire la comicità italiana in quanto tale.

Film comici: la lista dei migliori

Precisiamo subito che il genere comico si distingue, anche se in modo abbastanza sottile, dalla commedia. Mentre la commedia diverte per le situazioni che propone, magari anche situazioni critiche, risolte poi in un lieto fine, il cinema comico è più diretto, con una comicità più “elementare” e compulsiva. La differenza però è talmente sottile che spesso si adopera per una pellicola la dicitura “film commedia/comico”, poichè spesso tali film sono commistione dei due generi.

Di seguito trovate la nostra lista di alcune fra le migliori pellicole che hanno reso celebre nel mondo la comicità italiana!

Totò, Peppino e la… malafemmina (1956)

La nostra rassegna non poteva non aprirsi con il solo, l’unico Principe della Risata! Il grande Totò è stato protagonista indiscusso di ben 97 film, ma fra i momenti più memorabili della sua sfolgorante carriera una menzione speciale va all’accoppiata con Peppino.

Una ragazza di bruttissima nomea, la malafemmina appunto, è una ballerina oggetto del desiderio del nipote di Totò e Peppino. Riuscirà la donna a conquistare i cuori degli scettici zii?

I due immortali artisti della risata in questo frangente fanno a gara per il dominio sulla scena. Il risultato? Un pareggio meritato!

I due marescialli (1961)

Per la direzione di Sergio Corbucci, Totò ci offre uno spaccato dell’Italia di fine Seconda Guerra Mondiale.

Il maresciallo dei Carabinieri Vittorio Cotone (Vittorio De Sica) sorprende a rubare il ladro Antonio Capurro (Totò), travestito da prete. Il fato vuole che un bombardamento improvviso porti ad uno “scambio di persona” dai risvolti divertenti e imprevedibili.

Mirabile esempio di commistione fra tragedia e commedia, impreziosito da una ricostruzione storica efficace, che permette di sentire sulla propria pelle il difficile periodo del secondo conflitto mondiale.

L’armata Brancaleone (1966)

Indimenticabile interpretazione di Vittorio Gassman, nei panni di Brancaleone da Norcia.

Unico rampollo di una nobile famiglia decaduta, Brancaleone guida un inguardabile manipolo di miserabili alla conquista del feudo di Aurocastro in Puglia.

Age e Scarpelli, responsabili di soggetto e sceneggiatura, regalano al pubblico momenti di comicità unici nel loro genere. E pensare che, qualche mese dopo, fece il suo debutto in sala un’altra pellicola immortale curata dal duo di sceneggiatori, Il buono, il brutto, il cattivo. L’armata Brancaleone è l’imperdibile opera d’arte del regista Monicelli.

Il Medico Della Mutua (1968)

Inserito, non a caso, fra i 100 film italiani da salvare, Il Medico Della Mutua è una delle più grandi opere con Alberto Sordi, genio del cinema e dello spettacolo italiano in generale. Una pellicola controversa, che affianca denuncia sociale ad un’insana dose di umorismo. Evidente è la critica al sistema sanitario dell’epoca, sorretto dalle mutue e orchestrato da una banda di corrotti e raccomandati. L’Alberto Sordi che nessuno vorrebbe perdersi.

Non a caso, il titolo internazionale del film è "Be sick... it's free", letteralmente "Ammàlati... è gratis".

...altrimenti ci arrabbiamo! (1974)

Chi di noi non si è divertito, almeno una volta nella vita, a osservare l’irresistibile accoppiata Bud Spencer e Terence Hill riempire di botte chiunque si mettesse sul loro cammino?

...altrimenti ci arrabbiamo è il film simbolo dell’immensa carriera cinematografica del duo.

Una trama semplice e lineare al servizio della risata: tutto nasce dalla rivalità fra un meccanico e un camionista, che si ritroveranno a collaborare per riconquistare ciò che è loro di diritto: una dune buggy.

Dopo averlo visto, le botte da orbi tirate da Bud e Terence echeggeranno nella vostra mente per sempre. Se ve lo siete perso dovete assolutamente recuperarlo. "Altrimenti? ...altrimenti ci arrabbiamo!"

Amici miei (1975)

Altra perla di comicità è Amici miei, che vede in azione la leggendaria supercazzola di Ugo Tognazzi al vigile Mario Scarpetta, imitata negli anni successivi da numerosi artisti del settore (vedi Teo Mammucari nei panni di Iena, Gigi Proietti in Febbre da cavallo).

Il disagio di cinque amici fiorentini tradotto in terribili scherzi ai danni di chiunque capiti loro a tiro.

Il Secondo Tragico Fantozzi (1976)

Molti tenderebbero a indicare il primo film dedicato al personaggio di Fantozzi come il migliore fra quelli interpretati da Paolo Villaggio. La realtà però è un’altra: Il Secondo Tragico Fantozzi racchiude tutta la comicità irresistibile, tutta la critica sociale presente nel suo prequel, portata però all’ennesima potenza.

Per me la La corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca!

E subito seguirono 92 minuti di applausi. Forse un po' di più di 92 minuti, considerando che ancora oggi il pubblico ride e applaude alla vista di quel memorabile momento.

Un film che andrebbe classificato come “Patrimonio dell’umanità”. Da vedere e rivedere per un’esistenza libera dalla tristezza.

Febbre da cavallo (1976)

Si comincia subito con una delle perle di comicità più acclamate di tutti i tempi. Febbre da cavallo ha anche il merito di aver lanciato le carriere di Gigi Proietti ed Enrico Montesano.

Tre amici con la passione delle corse ippiche, indebitati fino al collo, ne inventano una più del diavolo per racimolare un po' di denaro. Un film che vede come protagonisti principali la febbre del gioco, le scommesse e tante strampalate maschere, in una Roma goliardica, che non si prende mai troppo sul serio.

Bianco, rosso e Verdone (1980)

Il maestro Verdone interpreta tre diversi personaggi, che percorrono l’autostrada del Sole per esercitare il diritto di voto a Roma. Abbiamo un emigrato meridionale che vive in Germania, un giovanotto assieme alla nonna e un padre di famiglia.

Un incredibile “road movie” che mette in risalto stereotipi e nevrosi degli italiani, il tutto condito da situazioni che paradossali è dire poco.

Come suggerisce il titolo, Bianco, rosso e Verdone è fiera trasposizione dell’essenza tricolore, con tutte le sue bellezze e contraddizioni.

Ricomincio da tre (1981)

Il mai abbastanza compianto Massimo Troisi debutta nel migliore dei modi con Ricomincio da tre.

Nei panni di Gaetano, egli è un giovane che da San Giorgio a Cremano si trasferisce dalla zia a Firenze. Con la complicità dell’amico Lello Arena, Troisi inscena una commedia esilarante quanto commovente, dimostrando che l’amore è più forte di qualsiasi cosa.

Una prova dell’essere italiani è aver visto questo film.

Attila flagello di Dio (1982)

Pellicola simbolo del filone trash del cinema italiano anni '80, Attila flagello di Dio mette in scena una farsa magistrale di Diego Abatantuono. Inizialmente deriso dalla critica, negli anni a seguire è diventato un cult per tutti gli appassionati del genere.

Il “toccante” discorso di Attila ai barbari è scolpito per sempre nella storia.

Vacanze di Natale (1983)

Il classico di Natale che ha dato origine, nel bene e nel male, al prolifico filone dei cinepanettoni. Un mix micidiale di equivoci, tradimenti, situazioni al limite dell’immaginario e battute di dubbio gusto ma sicuro effetto, rendono Vacanze di Natale un cult irrinunciabile della comicità italiana.

Per tutti coloro che vogliono farsi due risate spegnendo il cervello.

L’allenatore nel pallone (1984)

Non poteva essere escluso dalla nostra rassegna il mitico Lino Banfi nei panni di un allenatore “leggermente” sfortunato, Oronzo Canà. Chi non ricorda la miracolosa rimonta della Longobarda, trainata dal campione Aristoteles.

Tutti i retroscena del mondo del calcio serviti in un esilarante cult, tutto italiano.

Non ci resta che piangere (1984)

Paragonabili ai già citati Totò e Peppino, Massimo Troisi e Roberto Benigni sono una coppia esplosiva, che riesce a inscenare uno sgangherato viaggio nel tempo, inevitabilmente entrato a far parte della storia del cinema italiano.

Non ci resta che piangere immerge lo spettatore in un capolavoro di rara bellezza, una fantastica avventura impreziosita da due dei più splendenti diamanti della comicità all’italiana. Un must per chiunque non voglia fare l’errore madornale di perderselo.

Le comiche (1990)

Le comiche è il piccolo capolavoro di Neri Parenti, con protagonisti Renato Pozzetto e Paolo Villaggio. Il duo interpreta una disastrosa coppia coinvolta in situazioni al limite dell’assurdo legate al mondo del lavoro.

Memorabile il “siparietto” alla stazione di servizio. Risate assicurate grazie a due icone del cinema comico italiano.

Johnny Stecchino (1991)

Benigni regala al pubblico una delle sue migliori interpretazioni con questo film.

Il nostro Roberto veste i panni di un boss mafioso, tale Johnny Stecchino, che trova per caso un proprio sosia, uguale in ogni particolare se non fosse per un neo sotto l’occhio. Il criminale decide di sfruttare la sua malcapitata “fotocopia” per salvarsi la vita, inviandolo in Sicilia a morire al proprio posto.

Piangerete dal ridere.

Tre uomini e una gamba (1997)

Il film che di più ha diffuso “il verbo” del trio di comici formato da Aldo, Giovanni e Giacomo.

Quest’ultimo nel lungometraggio convolerà presto a nozze e chiede aiuto ai suoi due amici per far recapitare al suocero una curiosissima opera d’arte moderna, la gamba per l’appunto.

Una pellicola che ha piacevolmente sorpreso pubblico e critica, un’avventura “on the road” dalla comicità surreale.

Qualunquemente (2011)

Antonio Albanese riesce a incarnare in una sola maschera tutti gli stereotipi del politico italiano di una minuscola realtà calabrese.

Cetto La Qualunque è un mafioso tornato da un lungo periodo di latitanza e pronto a tutto pur di essere eletto sindaco. Il personaggio offre il pacchetto completo del criminale modello: minacce, mazzette ed evasione fiscale, tutti elementi di una cruda realtà, messi in modo tale da far morir dal ridere lo spettatore.

Obbligatorio nel vostro curriculum di cinefili.

Sole a catinelle (2013)

Luca Pasquale Medici, in arte Checco Zalone, si dimostra genio della comicità contemporanea con Sole a catinelle.

Checco è un trentenne che di lavoro aspira la polvere in lussuosi alberghi, ma il passo fra l’essere un semplice “servo dello sfarzo” al viverlo sulla propria pelle è breve.

Il film si presenta come un’inarrestabile cascata di risate che vi travolgerà, oltre ad essere uno dei più grandi campioni d’incassi del cinema italiano.

Italiano medio (2015)

Maccio Capatonda fa tremare i cinema di tutta Italia dalle risate col suo Italiano medio, un film che diverte per i personaggi e le situazioni paradossali proposte che, al tempo stesso, sono la metafora di un disagio profondo, radicato nel nostro paese.

Giulio Verme, fanatico ambientalista e cittadino indefesso, vede la sua vita cambiare dopo l’assunzione di una pasticca che riduce le sue capacità cognitive, tramutandolo appunto nell’italiano medio.

Esempio perfetto di come la comicità nonsense riesce a proporre importanti spunti di riflessione.

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