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Call of Duty: World War II - La nostra recensione

FlopTV ha sviscerato per voi l'ultimo capitolo della celebre saga di Call of Duty, intitolato Call of Duty: World War II. Scoprite insieme a noi se vale la pena buttarsi a capofitto nella Seconda Guerra Mondiale, ancora una volta.

Danilo Abate Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Il logo ufficiale di Call of Duty: World War II

Ormai sono anni che i ragazzi di Activision portano avanti una saga campione di incassi del mondo videoludico, una macchina mangiasoldi quasi perfetta, quasi perché sono circa tre anni che i fan palesano segni di stanchezza per ambientazioni futuristiche che non riescono più a coinvolgere. C’era dunque bisogno di una ventata di rinnovamento, che potesse riportare il brand agli antichi fasti. A volte però, per guardare avanti con fierezza, basta voltarsi indietro e il nuovo capitolo di Call of Duty, intitolato Call of Duty: WWII, ne è l’esempio lampante.

Le Exo tute portavano su schermo un caos ingestibile, con i giocatori proiettati come schegge impazzite nelle mappe multiplayer generando, oltre alla suddetta confusione, una sensazione di ridicolo. Scende dunque Sledgehammer in campo per riportare tutti coi piedi per terra, riproponendo un contesto storico pluriabusato ma sempre vincente, quello della Seconda Guerra Mondiale.

Saranno riusciti a svecchiare la produzione strizzando l’occhio al passato? Vediamolo subito insieme!

Call of Duty: World War II – Trama - Salvate il soldato Daniels!

Il secondo conflitto mondiale non è un’ambientazione facile da gestire, considerando le innumerevoli volte in cui è già stato oggetto di narrazione, sia in lungometraggi che videogame. Inevitabile dunque per i ragazzi di Sledgehammer l’attingere a piene mani dalla più grande tradizione cinematografica hollywoodiana. Fin dai primi attimi di gioco infatti, Call of Duty: WWII si mostra come un maestoso tributo alla celebre pellicola di Spielberg, Salvate il soldato Ryan. Non a caso il protagonista, il soldato Red Daniels, si troverà catapultato nel celebre sbarco in Normandia, un inferno di piombo e sangue dove il nostro eroe dovrà scalciare e urlare per riuscire a sopravvivere.

La ricostruzione storica tramite le immagini del titolo è ammirevole e gli addetti ai lavori riescono facilmente a portarsi a casa un intreccio convincente. Una storia di guerra sapientemente scritta, che non fa gridare al miracolo ma vanta dialoghi coinvolgenti e momenti memorabili, seppur comunque rifacendosi a stereotipi di personaggi caratterizzati in modo visto e rivisto. E poi c’è l’immancabile celebrazione dell’eroismo degli alleati, focalizzandosi sulla fazione americana, che si respira ad ogni inquadratura della telecamera. Gli Stati Uniti massacrano i nazisti e salvano la situazione, niente di nuovo sotto il sole insomma.

Un comparto sonoro e tecnico eccezionale sono poi la ciliegina sulla torta di un’offerta ludica di prim’ordine.

Call of Duty: World War II – Single player – Guerra nuda e cruda

La differenza fra  Call of Duty: World War II e i precedenti titoli del brand è palpabile fin dai primi istanti. La sensazione provata quando imbracciamo il nostro fucile e lanciamo granate ha un sapore già provato, ma arrivano dettagli che stravolgono alcuni elementi tipici della produzione. Il concetto di lavorare in team per eliminare i nemici e tornare a casa sani e salvi è fortemente accentuato.

La rigenerazione automatica della nostra barra della vita è un sogno lontano, dovremo invece scovare degli appositi medikit sparsi per il livello o riceverli in regalo dal paramedico della squadra. Oltre al nostro beniamino lancia-medicazioni avremo anche un compagno che evidenzia i nemici presenti sul campo e un addetto al rifornimento delle munizioni.

Le mani insanguinate del protagonistaActivision
Vi sporcherete le mani, non solo del sangue nemico

Vi sarà inoltre la possibilità di richiedere fumogeni di segnalazione, che rilasciano fumo rosso atto a indicare ai nostri alleati nel cielo la posizione dove bombardare, magari in corrispondenza di un nutrito gruppo di nazisti. La collaborazione con i membri del team dona un senso di grande soddisfazione e permette di immedesimarci maggiormente nell’atmosfera adrenalinica del conflitto, sempre in bilico fra la vita e la morte. Non fraintendete queste parole, vi saranno innumerevoli situazioni in cui il protagonista farà da “tuttofare”.  Eliminare interi avamposti nemici e sgominare una flotta aerea, tutto da soli, non è qualcosa di faticoso per il soldato Daniels.

L’azione è frenetica e i cambi di ritmo continui, il tutto infarcito di Quick Time Event che metteranno alla prova i vostri riflessi. Dal botta e risposta nella “quiete prima della tempesta” fra i protagonisti, si passa velocemente a corse contro il tempo in jeep e sessioni in cui la vostra abilità di cecchino la fa da padrone, seguite da devastanti esplosioni e rovinosi crolli di edifici.

Non mancheranno infine le sezione stealth, decisamente migliorate rispetto ad alcuni passati capitoli. La varietà di situazioni proposte non permetterà al giocatore di distrarsi, neanche per un attimo, trascinandolo velocemente verso la fine dell’avventura, terminabile in circa 6-7 ore di gioco.

Nota di demerito purtroppo va assegnata all’Intelligenza Artificiale, a dir poco imbarazzante in alcuni frangenti. Il nemico sembrerà a volte impotente, vuoi per non essersi accorto della vostra presenza pur avendovi accanto, vuoi perché si è semplicemente bloccato, quasi fosse inebetito da qualcosa che non riusciamo a percepire. Aggiungiamo al pacchetto anche alcuni evidenti cali di frame rate e l’eccellenza di voto complessivo diventa un miraggio.

Call of Duty: World War II – Multiplayer – Un ritmo meno estenuante

Non lasciatevi ingannare dal titolo di questo paragrafo, in Call of Duty i riflessi sono ancora importantissimi nel multiplayer, ma il ritmo di gioco è diverso. Invece di dover scrutare ogni angolo, correndo come ossessi mentre si punta il mirino verso l’alto, la nostra attenzione si focalizzerà all’altezza del suolo, in cerca di nemici nascosti e pronti a farci secchi con un colpo preciso alla testa.

Una frenata abbastanza brusca rispetto ai capitoli immediatamente precedenti, che permette però di godere appieno dell’esperienza, con partite più organizzate e reali tattiche di guerra sul campo. Addio dunque alle scivolate in corsa e le armi più “lente” tornano pericolose perché i soldati si muovono a velocità umanamente plausibili. Il dropshot però non manca e si dimostra comunque una strategia discretamente vincente.

La modalità multiplayer di Call of Duty: WWIIActivision
Il maestoso multiplayer di Call of Duty: WWII

Oltre alle novità sopra enunciate, abbiamo anche tante nuove idee dal punto di vista contenutistico. La prima di queste che salta subito all’occhio è l’introduzione di un enorme spazio (basti pensare alla torre presente in Destiny), dove i giocatori possono prendere parte alle missioni proposte quotidianamente, cimentarsi in mini giochi e sfidarsi in duelli all’ultimo sangue con un altro utente. Le modalità classiche e più amate dai fan non mancano: Deathmatch, Cattura la bandiera, Postazione, Cerca e distruggi fra le più rilevanti.

Altre modalità più “ignoranti” quali Infetto e Gioco delle Armi sono andate a farsi benedire. La vera sorpresa è costituita però dalla modalità Guerra,  che offre al lancio ben tre mappe. Come suggerisce il nome, l’aria di conflitto si respira a pieni polmoni e il lavoro di squadra ben organizzato regala grandissime soddisfazioni ed emozioni. In Guerra si scontrano per conquistare la vittoria due fronti opposti, giostrandosi fra fasi di attacco e difesa. Il risultato finale è di qualità e aumenta a dismisura la rigiocabilità del titolo, per le innumerevoli situazioni differenti che possono andarsi a creare in tale contesto. Guerra, se trasposta in futuro in un contesto competitive, potrebbe rivoluzionare la visione della comunità dei videogiocatori di Call of Duty.

Immaginate i team di veterani sfidarsi in un conflitto senza esclusione di colpi, a 60 frame per secondo e con una pulizia estetica ottimale, ma non pari a quella vista nel single player. Neo della produzione in quest’ambito è evidente in alcune animazioni trite e ritrite, ma su cui si può sorvolare agevolmente.

La fase di preparazione prima della battaglia multiplayerActivision
Ci prepariamo a fare mattanza di altri giocatori

Altra gradita aggiunta è rappresentata dall’introduzione delle divisioni, che fanno da classi e progrediscono di livello guadagnando punti esperienza. Le divisioni offrono però succulenti bonus passivi più che abilità ed equipaggiamenti speciali. Ad esempio la fanteria fornisce il giocatore di una utile baionetta da applicare alle armi, mentre il “reparto pesante” dona, come c’era da aspettarsi, più resistenza a fuoco ed esplosioni. Inoltre le microtransazioni presenti nel gioco non influiscono generalmente sul gameplay, tranne nel caso della modalità zombie di Call of Duty: World War II.

Call of Duty: World War II – Modalità zombie – Fiore all’occhiello della produzione

Una fra le modalità più amate dai giocatori di Call of Duty è quella in cui si combatte in squadra contro orde di zombie, Nazi Zombie stavolta. I quattro protagonisti, interpretati da David Tennant (Doctor Who, Jessica Jones), Ving Rhames (Marsellus Wallace in Pulp Fiction), Elodie Yung (Marvel's Daredevil) e Katheryn Winnick (Vikings), si trovano a Mittlesbrug, Germania, intenti a riportare a casa delle opere d’arte trafugate dai “cattivi” dell’Asse.

Uno degli orribili zombieActivision
Uno degli "amichevoli" zombie che incontrerete

Ciascuno dei nostri eroi può attribuirsi una fra le quattro classi a disposizione, contraddistinte da bonus passivi differenti e una potente “ultra” da utilizzare nel momento del bisogno. La modalità zombie si rivela ben presto non molto dissimile da quella dei capitoli precedenti: acquistare armi per farsi strada tra i cadaveri ambulanti, guadagnare crediti per aprire nuovi cancelli e risolvere puzzle, è tutto quello che potete aspettarvi. Pochissime le novità introdotte, che si limitano a poteri speciali usufruibili col dpad e ai quattro bonus passivi ottenibili tramite l’acquisto durante la partita.

Apprezzabile una segnalazione più precisa degli obiettivi da svolgere, permettendo di avanzare senza sentirci spaesati. Giocare e rigiocare questa modalità per migliorare il proprio punteggio è una delle carte vincenti della saga di Call of Duty e questo nuovo capitolo non fa eccezione.

Commento finale

Call of Duty: WWII è esattamente tutto ciò di cui aveva bisogno la saga per ritrovare il consenso dei fan. Nel single player troviamo un’ambientazione storica notevole, con un’impalcatura narrativa semplice ma efficace, un’estetica notevole e una colonna sonora in sintonia col mood del secondo conflitto mondiale. Il multiplayer offre, come sempre, un piatto molto ricco, con alcune piacevoli novità che potrebbero rivoluzionare il mondo competitive e la sempre divertente modalità zombie.

Sicuramente l’IA e altre piccole “note dolenti” rappresentano delle pecche tali da far storcere il naso ai puristi del genere sparatutto, ma ci troviamo comunque di fronte a un prodotto a cui dare piena fiducia. Acquistalo a occhi chiusi, non te ne pentirai.

VOTO: 8

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