Il Prof.Venturi e le sue favole - ogni lunedì - su FlopTV

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Continuano le avventure nel mondo di Giampero Venturi che, fra Cenerentole e Biancanevi, non si sa più a chi deve fare il filo.
Per fortuna Pollicino ha preso in mano la situazione e ci ha suggerito di pubblicare, il lunedì, a ridosso della messa online di ogni nuovo episodio de La fatina buona del cazzo, il testo della storia. Per iscritto s'intende, nel blog di FlopTV!

Dopo la cazzata delle molliche di pane questa idea ci sembrava carina e così... rullo di tamburi... ecco a voi la sinossi de - La leggenda - ovvero il terzo episodio de La fatina buona del cazzo scritto, ideato e doppiato dal Prof. di Ripetizzioni.

Buona lettura!

La redazione di FlopTV

 

La fatina buona del cazzo - 1x03 - La leggenda

La botta di culo un giorno toccò a Cenerentola.
Mentre coglieva i funghi, sfrattando centinaia di Loffi, vide delle impronte; trovò anche un iPod, che essendo Nano però, Mammolo dichiarò subito suo.

Le impronte erano del Principe Azzurro, che smarrito nel bosco, parlava da solo, sparando frasi a cazzo.

Si diffuse la notizia e una folla lo circondò minacciosa.
Teniamolo in ostaggio questo stronzo! e chiediamo il riscatto” propose Pollicino, attestando le sue origini sarde.
Sembrò più urgente però, avere notizie della fanciulla scomparsa.
Si decise così, di pestare a sangue il Principe.

Nonostante le botte, ogni tentativo di farlo parlare fu vano.
Mammolo, che voleva distrarre l’attenzione dall’iPod che si era inculato, provò con delle pinze, ma le poche frasi proferite dal Principe, erano prive di senso.
La folla inferocita, si trasformò così in platea divertita.
Il Principe Azzurro appariva sempre più come un povero coglione, incapace di intendere e di volere.

Nel trambusto generale, mentre tutti si pisciavano sotto dalle risate, si alzò allora autorevole la voce di Biancaneve:
“Ridete, ridete… ridete su sta ceppa! L’unico che poteva dirci qualcosa sulla fanciulla era il Principe.
Adesso chi ci aiuterà, la Fatina Buona del Cazzo?”

A quelle parole calò un silenzio, spesso e ruvido come un manto di gelo.
Che cazzo voleva Biancaneve? Le sue parole avevano un senso o erano la solita stronzata detta tanto per dire?
Si conosceva la Fata Turchina per la pippa che attaccava sempre Pinocchio, ma di altre fate, nessuno sapeva nulla!
Chi era mai allora, la Fatina Buona del Cazzo?

Il mistero rimase, mentre il tempo passava.
Col Principe Azzurro ormai rincoglionito, nulla si seppe più della giovane senza nome e col tempo fu confusa con la Fatina Buona del Cazzo; nella vita del bosco, benché rimanesse la solita vita di merda, era ormai nata una nuova leggenda.

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