Ernest e Belinda on Ermine Street… one shot su FlopTV

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Alessandro Abbate e Marco Nottola - ricercatore universitario il primo, designer il secondo, entrambi appassionati di cinema e cartoni animati - sulla scia del successo di The Grunen, hanno nuovamente preso il volo - alla volta di New York - grazie ad un nuovissimo esperimento di creatività, targato Flat Animation: Ernest e Belinda. La serie animata è ambientata in Ermine Street all’incrocio con Bradford Place. Manhattan, per essere chiari! L’incrocio fra queste due strade è un microuniverso simbolico della condizione umana contemporanea, una sorta di bestiario a cielo aperto attraversato ogni giorno dagli esemplari umani più disparati e grotteschi. L’edificio in cui vivono i due protagonisti – Ernest e Belinda - è una palazzina di tre piani in mattoni rossi che ha una posizione privilegiata su tutto quello che accade sotto i loro occhi. Diversi negozi e attività si aprono lungo le due strade; il cinema Lumieré, il ristorante vegetariano Oscar, lo studio di consulenza fiscale Jhonson’s, il club privè/sexy-shop, l’emporio cinese, l’agenzia immobiliare, l’enoteca, la pizzeria di Tony… insomma, tutto il necessario per portare lo spettatore in un mondo nuovo, chiassoso e isterico, visto e vissuto dagli occhi e dalle orecchie di Ernest e Belinda. Vicini di casa, anzi vicinissimi (hanno gli appartamenti adiacenti), ma lontanissimi per età, stile di vita e carattere, i due vivono entrambi al numero 7 e le loro finestre sono aperte ogni giorno sul questo quartiere vivace - dove è difficile l’integrazione multirazziale, continua la lotta urbana per la sopravvivenza e frenetici i ritmi. Ernest Rizzo e Belinda Wise sono in America!
Vecchio, burbero e attaccabrighe lui. Sulla settantina. Vedovo. Bibliotecario in pensione. Principale attività quotidiana: starsene affacciato in finestra a litigare con i passanti, a inveire contro la società che va in malora, la politica che ruba e se ne fotte, la chiesa che sguazza nella propria opulenta ipocrisia… insomma, Ernest è un uomo contro a priori ma, il suo personaggio dopotutto è comico, poiché il suo perenne malumore travalica qualsiasi logica e senso della misura.
E poi c’è Belinda, una trentenne afro-americana. Single. Disinibita e spensierata. Passa allegramente da una relazione all’altra perché le riesce davvero difficile prendere qualsiasi cosa sul serio. Belinda è sempre distratta e frivola ma anche maledettamente ottimista e con una gioia di vivere di cui Ernest è chiaramente privo. Come poli elettrici di segno opposto l’uno è chiaramente attratto dall’altra. In profondità Ernest ha bisogno della solare presenza di Belinda per non trasformare la propria simpatica ruvidezza in scettica disperazione; e Belinda resta ancorata con i piedi per terra soltanto grazie ad Ernest.
Nessuno dei due vuole cambiare casa, perché Ermine Street è un parco gioco per i protagonisti della serie e per il pubblico al quale Flat Animation ha offerto questo capolavoro visivo raccontato tramite 8 inquadrature, per immergersi al meglio nell’architettura di Ermine Street. La serie non mostra mai, direttamente, nessun altro personaggio. Tutte le conversazioni, le liti, le storie, gli incontri e gli scontri, hanno due soli protagonisti – loro – mentre del resto dell’umanità si ascolta solo la voce.
Ermine Street è un complesso, caotico ed incessante universo sonoro in cui voci, rumori e musiche si confondono e si mescolano come le mille esistenze a cui danno vita.
Trovate qui una gallerie con le immagini di Ernest e Belinda on Ermine Street by Flat Animation.

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