Becchini, per morire dal ridere su FlopTV

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L’ultima inquadratura della sigla vi svelerà la verità sui Becchini, la nuova puntata zero della Flopperia ideata da Andrea Tubili, ma per conoscere la professionalità di Iuri e Peppe dovete partire dall’inizio.

Iuri e Peppe sono i protagonisti di Becchini e delle varie vicende buffe e surreali, incentrate sulla romanità e sulle particolarità del loro mestiere.

Iuri, interpretato da Benito Raimondi, è il tipico pischello coatto e rozzo.
Ha uno spirito allegro e facilmente entusiasmabile. È spontaneo (anche troppo!) e molto chiacchierone. È spesso distratto o troppo irruento e questo causa situazioni comiche che a volte possono tramutarsi in guai veri.
Come passatempo, fa le parole crociate, pur non essendo esattamente “una cima”. Dice spesso degli strafalcioni, coinvolgendo il collega per ricevere aiuto. Sa di essere il più ignorante dei due, anche se certo nessuno deve farglielo notare!
Ha una fidanzata gelosa e rompiscatole con cui è spesso in contatto telefonico. Con lei vive telefonate lunghe e movimentate, durante le quali si agita, gesticola, impreca, insomma dà il meglio di sé.

Rino D’Anna è invece Peppe, un uomo silenzioso e schivo.
Pessimista e malinconico, è la parte riflessiva e “acculturata” della coppia, anche se non certo priva di momenti grevi. Come Iuri, anche lui viene dal popolo e questo è uno dei pochi dati che li accomuna. Per il resto, Peppe è il contrario di Iuri. È una persona precisa, che ama fare le cose con calma e non vuole cacciarsi in situazioni complicate.
Peppe si relaziona volentieri solo con la nonna, che è morta, ma con la quale lui continua a dialogare a voce alta. Le foto della nonna compaiono ovunque nel carro e nella sua casa, dando luogo anche a divertenti effetti di animazione, così come la bara, che spesso partecipa agli eventi dei due becchini, comparendo e scomparendo ad hoc e innescando situazioni comiche.

I due Becchini sono quasi sempre nella loro auto, una Fiat Multipla tramutata in carro funebre.

Becchini parla di feretri, bare, cadaveri ma alla fine stanno tutti bene, tranne il povero Ciro, un personaggio ricorrente, un pover’uomo che, inavvertitamente, viene ferito dai due a ogni puntata, nei modi più bizzarri. Una volta è quasi bruciato, un'altra quasi investito, un’altra ancora picchiato… che Ciro si faccia male è una costante. L’effetto ironico è accresciuto dal fatto che i becchini non si accorgono mai di lui, non lo conoscono, anche perché Ciro non parla.

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