Mouse roventi

L'insegnante dell'anno del Rhode Island ruba la scena a Donald Trump

Nikos Giannopoulos, eletto insegnante dell'anno del Rhode Island, è protagonista di una foto con Donald e Melania Trump che ha fatto il giro del mondo!

Giulia  Greco Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Trump, Melania e Nikos Giannopoulos

Nikos Giannopoulos, eletto insegnante dell'anno nello stato del Rhode Island, ha incontrato il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, e ha posato con lui e la First Lady in uno scatto che ha fatto il giro del web.

Risalente allo scorso aprile, la foto è diventata virale solo recentemente... ed è chiaro il motivo: Nikos Giannopoulos riesce fin troppo facilmente a offuscare Mr. President, la signora Melania e soprattutto l'immancabile parrucchino arancione!

Con un ventaglio di pizzo nero, la spilla color arcobaleno che rappresenta l'orgoglio LGBTQ e un'espressione facciale che sembra dire "non me ne frega un cazzo", Giannopoulos è diventato una vera e propria star!

Lo stesso Nikos ha condiviso la foto sul suo account Facebook, corredando la didascalia dell'arcobaleno LGBTQ.

La singolare immagine ha raggiunto su Facebook più di 11mila reazioni e 3.380 condivisioni.

La foto è stata condivisa e commentata anche su Twitter, e frasi come "Lui è quello con più classe nella foto..." sono diventate le più ritwittate.

Vediamo qualche altra reazione:

Signore e signori, ecco l'insegnante dell'anno del Rhode Island. Amo quest'uomo!

Amo quest'uomo, l'insegnante dell'anno del Rhode Island, Nikos Giannopoulos

A quanto pare questa è la vera foto di Nikos Giannopoulos, l'insegnante dell'anno del Rhode Island, che si prende gioco di Trump nello Studio Ovale.

Circa due mesi fa, dopo la visita alla Casa Bianca insieme agli insegnanti in rappresentanza degli altri stati, il professore ha scritto un lungo post su Facebook.

Ecco un estratto del discorso pubblicato su Facebook all'interno del quale descrive la sua visita alla Casa Bianca e le ragioni che lo hanno spinto a mettersi in posa in quella maniera:

Mercoledì, quando ho incontrato il Presedente in qualità di miglior insegnante dell'anno in Rhode Island, non sapevo cosa aspettarmi. Dopo essere stato sottoposto ai controlli di sicurezza, sono andato nella Roosevelt Room, dove ho incontrato il Segretario dell'Educazione Betsy DeVos. Subito dopo siamo andati nello Studio Ovale. L'uomo seduto alla scrivania ha letto un discorso preparato e fatto dei commenti a proposito dell'Amministratore Delegato e su quali stati lo amino in base alle votazioni elettorali. Non si è alzato dalla scrivania per presentare l'insegnante e il suo meritato premio e non ha lasciato che lei parlasse. Siamo tornati nella Roosevelt Room e abbiamo fatto una foto con lui e sua moglie. Subito dopo, eravamo fuori dalla Casa Bianca e di nuovo sulle strade di Washington DC.

Ho indossato la spilla con l'arcobaleno per rappresentare la mia gratitudine nei confronti della comunità LGBTQ, che mi ha insegnato a essere fiero, audace e orgoglioso della mia identità, anche quando le circostanze lo rendono difficile. Ho indossato una giacca blu con una stampa in rilievo e ho portato un ventaglio di pizzo nero per celebrare la gioia e la libertà di non dovermi conformare agli altri. Ho indossato una collana a forma di ancora in onore dello stato del Rhode Island, il cui motto, "Speranza", è ispirato a un passo della Lettera agli Ebrei (Teniamo questa speranza come un'ancora per l'anima, ferma e sicura). Queste parole sono tanto importanti ora quanto lo erano per il nostro padre fondatore Roger Williams 350 anni fa.

Negli anni precedenti, gli insegnanti statali dell'anno hanno avuto l'opportunità di parlare con il presidente per alcuni minuti ciascuno. Se avessi avuto l'opportunità, gli avrei detto che l'orgoglio che sento in quanto cittadino americano deriva dalla mia libertà di essere aperto e onesto su chi sono e chi amo. Gli avrei detto che la vita dei gay ha importanza e che le politiche anti-LGBTQ hanno una data di scadenza. Rendersi orgogliosi della propria identità gay significa rifiutare la vergogna imposta da una società ostile. Significa aprirsi a una vita fatta di critiche e di malintesi, ma sapendo che ne vale la pena per poter vivere autenticamente. Ogni persona gay è stata trattata con crudeltà, in modi che molti non possono nemmeno immaginare: abusi verbali e fisici da parte di estranei, di amici, e persino di familiari; i politici attaccano il nostro diritto ad amare o semplicemente esistere negli spazi pubblici; la discriminazione viene legalizzata se osiamo essere chi siamo. La brutalità è un'esperienza universale dell'essere gay.

Io sono uno dei fortunati. Sono stato in grado di condividere gli ultimi dieci anni della mia vita con il mio partner, che mi comprende meglio di chiunque al mondo. Ho una madre che mi ha sempre permesso di essere me stesso, evidenziando le mie migliori qualità e rendendomi fiero di chi sono, in modo che la fiducia in me stesso fosse il mio scudo a qualsiasi fanatismo che potessi incontrare. Ho una sorella, un fratello, un padre, una suocera e un cognato che mi hanno accettato, celebrato e amato incondizionatamente per tutta la mia vita. Ho amici cari che sono la mia famiglia e con i quali ho creato rapporti profondi che durano da una vita. Ogni giorno, ho il privilegio di lavorare con gli studenti che hanno trovato un rifugio sicuro nelle sale della Beacon Charter High School per le Arti - una scuola in cui sono stato completamente accolto, amato e rispettato da quelli che considero pure la mia famiglia. Ho degli studenti le cui famiglie sono veri partner nel viaggio educativo dei loro figli. Ho colleghi che mi ispirano e ho un capo che ha rischiato quando ha valutato il mio piccolo curriculum e mi ha permesso di insegnare alla Beacon School. La verità è che l'ambiente caldo e amorevole della Beacon High School fa tanto per me quanto per i nostri studenti, ogni giorno. Il Dipartimento di Istruzione e gli ex-insegnanti dell'anno di Rhode Island hanno creduto in me più di quanto io credessi in me stesso. Mi hanno regalato una piattaforma in modo che le voci di quei giovani LGBTQ, che devono ancora lottare contro la brutalità dentro e fuori dall'aula, fossero ascoltate. 

Come appartenenti alla comunità LGBTQ, le nostre identità sono complesse, ma le nostre necessità sono universali: essere amati, rispettati per chi siamo e essere considerati cittadini degli Stati Uniti d'America.

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