Mouse roventi

I 6 film di successo che erano inseriti nella Black List di Hollywood

Nella Black List di Hollywood spuntano 6 script che però hanno ottenuto il plauso del pubblico e della critica, vincendo numerosi riconoscimenti cinematografici.

Danilo Canzanella Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Nella Black List di Hollywood spuntano 6 script che hanno avuto successo

Nella Black List di Hollywood spuntano 6 script che nessuno voleva produrre e realizzare per l'alto rischio di perdite in termini economici.

Infatti secondo quanto riporta Variety, in questa lista ci sono almeno 6 film che però una volta realizzati hanno ottenuto successo al botteghino.

La Black List non è altro che un sondaggio annuale coordinato da Franklin Leonard, che a partire dal 2005 rende note le sceneggiature più apprezzate ma mai realizzate, secondo l'opinione di alcuni membri di importanti studi cinematografici.

Il motivo del loro inserimento in questa black list è da rintracciare non solo nelle tematiche che affrontano, ma soprattutto nello stile delle sceneggiature, che avrebbero richiesto l'impiego di ingenti somme di denaro difficilmente recuperabili.

Questo è il caso di Selma - La strada per la libertà, la cui vicenda è incentrata sulla storica marcia di protesta guidata da Martin Luther King, che ebbe luogo nel 1965 in Alabama.

Selma - La strada della libertà è tra i film che nessuno voleva produrre

Fortunatamente lo script di Paul Webb ha convinto la conduttrice TV Oprah Winfrey che ha preso a cuore il progetto, impegnandosi nella sua produzione. Così il film ha incassato 67 milioni di dollari, a fronte dei 20 investiti nella fase iniziale. Senza dimenticare le due importanti nomination all'Oscar tra cui miglior film e la statuetta conquistata per Glory come miglior canzone originale.

Un altro caso eclatante è sicuramente quello di Slumdog Milionaire di Danny Boyle, che ha conquistato 8 Oscar tra cui miglior film e miglio regia.

Il suo inserimento nella Black List era anche qui legato ad un fattore economico, dato che il film doveva essere realizzato necessariamente tra le baraccopoli di Mombay. Tra l'altro la storia, seppur affascinante, non poteva essere adattata in un altro contesto geografico dato che sarebbero venuti meno i messaggi inseriti nel libro di Wikas Swarup (Le dodici domande), da cui il film è tratto.

Di tutt'altra natura sono le motivazioni che si nascondono dietro la scelta di inserire Juno di Jason Reitman nella Black List di Hollywood.

Oltre al pregiudizio nei confronti della sceneggiatrice Diablo Cody, reo-confessa di aver appreso le tecniche di scrittura creativa in maniera auto-didatta, c'è anche un altro motivo ed è legato al modo con cui viene trattata la gravidanza da parte di un adolescente.

In compenso il film, oltre all'Oscar per la miglior sceneggiatura e i 231mila dollari incassati in tutto il mondo, ha raggiunto un obiettivo straordinario, dato che viene proiettato annualmente nelle scuole americane.

Ai vertici della Black List spiccano anche due titoli di Quentin Tarantino, Bastardi senza gloria e Django Unchained, il cui successo di pubblico e critica è sotto gli occhi di tutti. 

Bastardi senza gloria è tra i film che nessuno voleva produrre

Il loro inserimento in questa famosa lista ha a che fare con lo stile scelto del regista, che intendeva omaggiare il cinema italiano di Castellari e Corbucci, svecchiando alcuni generi. A ciò si aggiunge anche la personalità del regista, il cui essere pignolo e maniacale nel rispetto delle fonti è sempre visto dai produttori come un ostacolo ai tempi di realizzazione.

Chiudono la lista due film molto diversi, ma legati da un comune denominatore: raccontare la verità senza filtri. 

Il primo è Il discorso del re che ha permesso a Colin Firth di vincere l'Oscar come miglior attore nei panni di Giorgio VI. Il sovrano che soffriva segretamente di balbuzie tanto da vivere con angoscia e inquietudine ogni momento della sua vita pubblica.

Lo script rivelava un particolare della vita privata del re inglese, che sembrava non entusiasmare Hollywood. Ma grazie all'impegno e al sostegno dell'attore Geoffrey Rush, il film è stato realizzato, ottenendo non solo 4 Oscar ma anche incassando una cifra da capo giro al botteghino (414mila dollari).

Blood Diamond è tra i film che nessuno voleva produrre

Il secondo film che chiude la Black List è Blood Diamond, la cui realizzazione è apparsa fin da subito molto complessa. Non solo per le locations, dato che è ambientato in Sierra Leone, ma anche per il tema che affronta. Infatti il film racconta dei loschi traffici delle multinazionali diamantifere.

La realizzazione di questo film si deve all'attore protagonista Leonardo DiCaprio che si è impegnato in prima persona nella ricerca della casa di produzione.

Questa Black List è in continuo aggiornamento ed è considerata dagli addetti del settore non come qualcosa di negativo, ma come un grande cassetto di idee originali, da dove trarre idee e ispirazione. Certo è che fa riflettere ai fini del processo creativo di un film, vedere all'interno di questa lista, pellicole che poi una volta realizzate sono diventate dei cult. 

Di casi eclatanti ce ne sono molti in questa lista. Qual è secondo te il film che non meritava di essere nella Black List di Hollywood?

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