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Game of Thrones, il processo di Tyrion nel sesto episodio

Nel sesto episodio della quarta stagione di Game of Thrones non succede molto. Però c'è la scena del processo a Tyrion, con il suo pregevolissimo discorso finale. E solo quello vale il prezzo del biglietto.

Andrea Sala Autore:

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Tyrion Lannister nella scena del processo

Nel sesto episodio di Game of Thrones sono i Lannister a dominare la scena. Anzi, un Lannister solo e il più piccolo, ma solo di statura: Tyrion.

Quasi la metà della puntata infatti è dedicata al suo processo, dove viene giudicato per la morte di Joffrey. Un atto per cui tutti rendono grazie agli dèi, ma solo in segreto.

Cersei Lannister, infatti, è furiosa per la perdita. Questo nonostante il suo secondo figlio, Tommen, sieda ora sul Trono di Spade.
A livello di potere la casata del leone continua a dominare Westeros.

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La faida tra fratelli, però, è più forte e secondo Cersei al momento c'è una disparità da colmare. Una disparità di crimini - o "piccoli" dispetti - fra Lannister.

ser davos alla iron bank

Il sesto episodio della quarta stagione di Game of Thrones comincia con Stannis e il fido Ser Davos che giungono a Bravoos, città che ora è presente anche nella sigla con il suo colosso all'entrata del porto.
La Banca di Ferro di Braavos, però, nega al fratello del defunto Robert la copertura finanziaria per portare avanti la guerra contro i Lannister.

Ricordiamoci che sono proprio i leoni ad avere un debito enorme, per ammissione di Tywin, con la banca in questione.

Stannis tenta di portare i funzionari dalla sua parte ma quasi gli sbadigliano in faccia. Solo quando Ser Davos apre bocca i tre emissari della banca ascoltano con una certa attenzione: dopo quello di Tyrion, questo è il secondo discorso epico della puntata.

La scena è girata benissimo: i tre funzionari siedono su altrettanti troni, lussuosi e dall'aspetto imponente. Chi chiede soldi, invece, siede una fredda e scomoda panca.
Come a dire "potrai anche essere re al di là del mare ma qui siamo noi a regnare". Splendido.

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Intanto al Deadfort (Forte Terrore), Theon/Reek resta schiavo di Ramsay Snow. Il figlio bastardo di Roose Bolton dimostra di essere un vero e sadico psicopatico.

Quando la sorella di Theon, Yara, penetra nel Dreadfort per liberarlo lo vediamo ancora una volta in pieno shock mentale, dopo tutte le torture subite da Ramsay Snow.
La fiera guerriera dei Greyjoy ci prova ma il fratello è ormai nelle mani del violento e instabile bastardo del nord.

Mi ricorda un po' Joffrey, quanto a crudeltà, pazzia latente e sete di potere. Lo scontro con gli "incursori" dei Greyjoy finisce con quest'ultimi messi in fuga dai mastini di Forte Terrore.
Questo episodio nei libri non c'è, giusto per volere tener traccia della storia originale di George R. R. Martin. Tuttavia serve a ricordarci di Theon, che presumibilmente nella prossima puntata si rivedrà.

joffrey asciuga i capelli di tyrion

Ad ogni modo non si capisce perché Yara non trascini via il fratello, uccidendo Ramsay Snow e i suoi maledetti cani. Dopo tutto l'incursione nel Forte comincia proprio con lei che conficca un'ascia nella testa di una guardia.
Era così difficile fare lo stesso con il bastardo matto e i cani?

Alfie Allen, ovvero l'attore che impersona Theon, qui è spettacolare: è passato dall'invidioso infiltrato fra gli Stark a pomposo erede dei Greyjoy a Reek. La sua recitazione è eccellente, senza dubbio.

Daenerys, intanto, siede sul trono di Mereen, che fa impallidire l'ambito Trono di Spade per imponenza ed eleganza. La regina è impegnata a ricevere i suoi sudditi e a risolvere i loro problemi.

Dopo un pastore a cui uno dei tre draghi ha bruciacchiato il gregge entra in scena il nobile Hizdahr zo Loraq, che si esibisce in un altro discorso ad effetto. Il cittadino di Mereen, infatti, supplica Dani di poter togliere il padre dal crocefisso su cui è stato inchiodato dopo che la Madre dei Draghi ha preso la città.

Lei, dimostrando di rimanere fedele al suo mantra "giustizia ripagata con la giustizia", permette a Hizdahr zo Loraq di seppellire il padre.

daenerys seduta sul trono di meereen

E finalmente si passa al processo di Tyrion, che terrà banco fino alla fine dell'episodio.

Anche se sappiamo che il Folletto è innocente non si riesce ad evitare la tensione. In catene, Tyrion ascolta i vari testimoni "comprati" da Cersei per pilotare il processo.

La regina reggente finge di essere triste per il figlio morto ma traspare la sua soddisfazione e la sua sete di sangue, il sangue di suo fratello. Tywin Lannister dimostra di essere intelligente e di conoscere bene la politica: sa quando comandare il gioco e quando tacere, soprattuto quando sono coinvolti i suoi figli.

Jaime, al contrario, è molto emozionato e in ansia per il fratello, per cui dimostra un affetto fino a qui solo intuito. Arriva persino a fare un accordo col padre per risparmiare la vita Tyrion, in cambio della promessa di diventare il nuovo Lord di Castel Granito, prendere moglie e portare avanti il nome dei Lannister.

Mentre scopriamo che Joffrey è stato ucciso dal veleno, lo "strangolatore", e assistiamo alle varie testimonianze, si arriva a quello che scatenerà l'ira di Tyrion: l'arrivo di Shae e le sue parole che inchiodano il Folletto, in teoria.
Sono ovviamente false, come tutto il resto, ma la reazione di Tyrion è epica.

Il personaggio di Shae in Game of Thrones

Invece di chiedere la grazie, come Jaime gli suggerisce, il piccolo Lannister si lancia in un discorso epico. Appena dopo la testimonianza di Shae, Tyrion comincia a metabolizzare il dolore e trasformarlo in una rabbia estremamente affilata.

Peter Dinklage fa onore al personaggio di Martin con una recitazione eccellente, le sue smorfie mentre attacca tutti i presenti, i suoi occhi spiritati e le sue parole rendono la scena davvero epica. 
Altro che chiedere la grazia e entrare nei Guardiani della Notte, Tyrion ribalta tutto.

Sembra che tutto si debba concludere in un bagno di sangue, invece il Folletto chiede di essere giudicato con un combattimento. Che spero avvenga nel prossimo episodio.

Per farci due risate ecco una versione alternativa della fine del discorso di Tyrion. Ben fatto, internet:

Merita una menzione anche Oberyn Martell, che in questa puntata è ancora più carismatico: il principe di Dorne sguazza fra gli intrighi di corte senza perdere il suo modo di fare sprezzante. Non rispetta Tywin e le sue regole, riuscendo a stupire persino il viscido Varys.
Pedro Pascal, col suo accento ispanico, è perfetto nel ruolo di Oberyn ma aspettiamo di vederlo in combattimento.

Nessuno Stark è stato ferito nella realizzazione di questa puntata. Anzi, non si vedono nemmeno, per una volta.
E non ne ho sentito la mancanza.

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