Mouse roventi

Fear the Walking Dead: la recensione della prima stagione!

Dalla serie madre The Walking Dead, la recensione sulla prima stagione dello spin-off Fear the Walking Dead in cui gli intrecci hanno il sapore di un prequel.

Danilo Canzanella Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Recensione della prima stagione di Fear The Walking Dead

I 6 episodi della prima stagione di Fear the Walking Dead, andata in onda sul canale AMC alla fine di agosto, ha letteralmente incantato la critica che ha sottolineato il suo enorme potenziale drammaturgico.

In effetti, l'idea di creare un unico prodotto capace di compensare gli stilemi del prequel con i meccanismi narrativi tipici dello spin-off ha garantito un interesse e una curiosità che non ha lasciato per niente indifferenti gli appassionati della serie madre, The Walking Dead, basata sul fumetto omonimo creato da Robert Kirkman, Charlie Adlard e Tony Moore.

Fear the Walking Dead versione Comics
Il fumetto diThe Walking Dead

Dunque le promesse sono state mantenute e il risultato non può che potenziare le aspettative della seconda stagione, prevista per l'anno prossimo, con la messa in onda di quindici episodi.
Già dalla prima puntata, Fear the Walking Dead ha entusiasmato il pubblico con una media di dieci milioni di telespettatori, letteralmente incollati sulle sedie per scoprire gli avvenimenti legati all'epidemia oscura che ha trasformato gli uomini in zombie.

Fear the Walking Dead è ambientata a Los Angeles (nella serie madre la location era Atlanta) e il suo prologo ha molti punti in comune con The Walking Dead, e cioè con qualcuno che si sveglia e si rende conto che il mondo in cui vive ha subito una trasformazione inspiegabile.
Al posto di Rick c'è Nick Clark, un tossico-dipendente che realizza da subito che qualcosa non va, cercando di mettere un limite tra ciò che è reale e le sue allucinazioni post-droga.

I protagonisti della prima stagione di Fear The Walking Dead

Quello che riesce a fare Fear the Walking Dead è materializzare la paura come un vero e proprio personaggio, iniettare dunque in un nucleo familiare il seme del conflitto che porterà automaticamente alla scoperta delle origini dell'epidemia.

La tensione quindi assume gli effetti di un domino: un'escalation di dubbi e inquietudini in cui la paura diventa qualcosa di percettibile che non solo non si può controllare, ma peggio, non si può definire, e questo chiaramente alza il livello della tensione narrativa.

Fin dalla puntata pilota ci rendiamo conto che l'ambizione degli sceneggiatori è quella di "scannerizzare" la dimensione psicologica dei protagonisti in relazione ad un evento inaspettato, ma soprattutto mettere gli spettatori nella condizione di chi ha poco tempo a disposizione per comprendere che cosa sta accadendo di così terribile.
In questo modo ogni episodio sin da subito si trasforma in una vera corsa contro il tempo, in cui capire non da sollievo ma semplicemente aiuta ad affrontare l'inevitabile.

Nick, uno dei protagonisti principali di Fear the Walking Dead, è un tossicodipendente

Dopo un finale di stagione al cardiopalma, nella seconda stagione tutto quello che vedremo cercherà di dare una risposta ad una semplice domanda, e cioè se i personaggi possono conservare la loro umanità in un mondo che gradualmente è sotto scacco dagli zombie e dalla loro "disumanità".

Sicuramente i protagonisti troveranno una salvezza che almeno inizialmente si rivelerà definitiva ma che presto non tarderà a mostrare il suo peso deleterio.
Infatti si mormora che ci sarà una barca che potrà dunque condurli verso una rotta sicura, sfruttando l'idea che gli zombie non posso nuotare. Mentre Madison, Nick e Alice dovranno misurarsi con alcuni cambiamenti legati a segreti personali che credevano di aver rimosso.

Infine, la seconda stagione di Fear the Walking Dead metterà tutti i protagonisti di fronte ad una scelta che potrebbe mettere seriamente in discussione le loro certezze sull'umanità.

Le spettative, insomma, sono ottime; i rating televisivi anche. Ma tu cosa ne pensi di questa prima stagione?

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