La nuda verità

Peppa Pig è una maiala razzista: l'ha deciso Oxford

Per evitare accuse di razzismo, la Oxford University Press vuole vietare ogni riferimento ai maiali nelle sue pubblicazioni. Nel mirino ci finisce anche Peppa Pig.
Peppa Pig in una scena del cartone accusato di razzismo

Gli autori della Oxford University Press sono avvisati. Da oggi non potranno fare più alcun riferimento a maiali, salsicce, o a qualsiasi cosa possa essere ricondotta a un suino.

Il motivo dovrebbe essere ovvio: rispettare la sensibilità e le differenze culturali di tutti ed evitare accuse di discriminazioni di ogni genere.

Le nuove direttive della casa editrice non hanno mancato di far sollevare qualche sopracciglio - soprattutto perché nel mirino degli indagati c'è finita anche Peppa Pig, la protagonista dell'omonimo cartone animato per bambini.

La povera Peppa, infatti, non solo parla di cose per maiali, ma è lei stessa un suino. E basterebbe questo, secondo Oxford University Press, a renderla un personaggio razzista.

Peppa Pig accusata di razzismo per essere un maiale

La decisione della casa editrice britannica è arrivata nel pieno delle polemiche sulla libertà di espressione che sono conseguite agli attacchi di Parigi.

Forse, però, la Oxford University Press è tanto occupata a evitare accuse di discriminazione che si è dimenticata una cosa importante: a voler fare contenti tutti non si fa contento nessuno.

Infatti le critiche non hanno perso tempo ad arrivare. "Un tipo di politicamente corretto senza senso", "un completo nonsense", "un modo per farsi una brutta reputazione", l'hanno definito figure politiche e religiose di Londra.

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Un portavoce della comunità ebraica in Gran Bretagna ha puntualizzato che il suo credo vieta sì di mangiare la carne del maiale, ma non di nominare lei o l'animale da cui deriva.
Insomma: secondo lui Peppa Pig non dovrebbe turbare la sensibilità di nessuno.

E mentre le critiche su Oxford University Press continuano a spuntare in rete, i fan di Peppa Pig sperano che la casa editrice torni sulle sue decisioni. Non è colpa sua, in fondo, se lei è nata così.

 

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