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Un computer ha passato il test di Turing, siamo finiti?

Eugene Goostman è il primo computer che ha superato con successo il test di Turing, ovvero quel test che stabilisce se una macchina può "pensare". Eugene, un software, ha tratto in inganno oltre il 30% dei suoi utilizzatori.

Andrea Sala Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Scena da Clade Runner, durante il test empatico

È successo pochi giorni fa ma è un fatto importante nella storia dell'informatica e dell'intelligenza artificiale: per la prima volta un software ha superato il test di Turing, ovvero quel test che stabilisce se una macchina può o meno "pensare". 
Tuttavia il pensare era un concetto "assurdo", visto che il pensiero è qualcosa di difficilmente definibile.

Per questo Alan Turing, scienziato considerato il padre dell'intelligenza artificiale, ha ideato l'omonimo test capace di quantificare il "pensiero meccanico".
In sostanza Turing si domandava se un computer potesse ingannare un essere umano facendogli credere di essere una persona. Ecco l'origine del test.

Lo scorso weekend per la prima volta il test di Turing è stato superato da un programma, un software che ha preso le "sembianze virtuali" di Eugene Goostman, un 13enne di Odessa, in Ucraina.

Eugene, la chatterbox che ha passato il Test di Turing

Ebbene, Eugene ha conversato via chat con delle persone, riuscendo a ingannare oltre il 33% dei suoi interlocutori. Il test è stato superato, stando ai numeri, tuttavia restano dei dubbi. 

Eugene si è spacciato come un teenager che si esprimeva in una lingua che non era la sua lingua madre e questo forse ha reso gli standard di giudizio un po' più "morbidi". Inoltre c'è anche la possibilità che tale tecnologia possa essere usata per il cybercrimine, visto che si potrebbe convicere un ignaro utente internet che dall'altra parte dello schermo ci sia un'altra persona. Invece sarebbe un software.

Se il programma venisse perfezionato si potrebbe giungere a uno scenario non molto dissimile da quello mostrato da Ridley Scott in "Blade Runner" o in "Her", il film del 2013 in cui un uomo si innamora del suo computer.

Uno dei creatori del software, Vladimir Veselov, ha dichiarato che il suo team continuerà a lavorare su Eugene per renderlo ancor più verosimile e adatto alla logica conversazionale.

Ma la vera domanda è: quando le macchine si solleveranno contro gli odiati umani?

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