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Con Neuralink il nostro cervello sarà potenziato, parola di Elon Musk

Elon Musk ha firmato tanti progetti ambiziosi: Tesla, PayPal, SpaceX e Hyperloop. La prossima sfida? Potenziare il cervello umano con Neuralink. Matrix è realtà.

Giovanni Rispo Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Elon Musk all'interno di una navicella SpaceX

Umani di tutto il mondo unitevi, la tecnologia sta per invadere le nostre teste (letteralmente). Il cinema fantascientifico, soprattutto quello degli ultimi 20-30 anni, ha provato a metterci in guardia e a prepararci a un’epoca prossima in cui la biologia e la tecnologia non sono cose separate. E ad anticipare i tempi ci pensa il magnate Elon Musk.

Il Tycoon non è nuovo a iniziative avveniristiche. Lo abbiamo visto all’opera con SpaceX, azienda aerospaziale che conta di portare in 10 anni l’uomo su Marte, e il progetto Hyperloop, un treno ad altissima velocità in arrivo il prossimo anno. Ma l’ultima iniziativa annunciata rappresenta la punta più alta di questa evoluzione verso la fantascienza.

Musk, infatti, ha registrato in California la sua nuova azienda con il nome di Neuralink. La società opererà, per il momento, nel campo medico e avrà l’obiettivo di sviluppare una tecnologia da implementare nel cervello umano con lo scopo di aumentare le prestazioni, migliorare la memoria e interfacciarsi più naturalmente con i dispositivi tecnologici che ci circondano.

In un futuro molto prossimo, quindi, potremmo sperimentare come Neo e compagni si sentivano all’interno dell’universo di Matrix. La tecnologia, tuttavia, non è del tutto nuova in questo settore. Il concetto di “aggiungere” chip al cervello è già ampiamente riconosciuto dalla medicina che utilizza degli elettrodi per stimolare persone affette da malattie neurodegenerative (come il morbo di Parkinson).

Musk, quindi, vorrebbe passare al livello successivo e sviluppare una tecnologia che non solo possa curare queste persone ma che possa potenziare le nostre azioni e le nostre conoscenze. L’ostacolo maggiore però è rappresentata dalla scarsità di volontari che si offrono per testare l’impianto. L’intervento è molto invasivo e ad alto rischio: questo riduce il numero di persone che decidono di curarsi con quest’alternativa.

Musk continua ad andare avanti e nella sua società ha già coinvolto importanti nomi della ricerca neuroscientifica come: Vanessa Tolosa (Lawrence Livermore National Laboratory), Philp Sabes (docente dell’Università della California) e Timothy Gardner (docente dell’Università di Boston). Ovviamente guarderemo con attenzione ai progetti di Elon Musk, in attesa di poter scegliere la pillola rossa o quella blu.

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